5 agosto 2015

Vladislav Chodasevič - Meriggio

foto di Todd Webb
Vladislav Chodasevič - Meriggio

Come il viale è quieto, chiaro, assonnato!
Colta dal vento la sabbia vola via
E l’erba sfiora come un soffice pettine…
Con quale gioia or vengo in questo luogo
E a lungo siedo, semiassopito.
Mi piace, quasi svagato, ascoltare
Ora il riso, ora il pianto dei bimbi, e dietro un cerchio
La loro ritmica corsa sul sentiero. Che bello!
Che frastuono, così eterno e veritiero,
Come di pioggia, di risacca o di vento.
Nessuno mi conosce. Qui sono un semplice
Passante, un cittadino, un “signore”
In pastrano marrone e bombetta,
Niente di speciale. Ecco, una signorina
Mi si siede accanto con un libro aperto.
Un marmocchio col secchiello e la paletta
Si accoccola ai miei piedi. Imbronciato,
Si rigira nella sabbia, ed io così enorme
Mi sembro per questa vicinanza,
Che rammento,
Quando io stesso sedevo presso la colonna
Leonina a Venezia. Su questa creaturina,
Sulla testa nel berrettino verde,
Io mi ergo come pesante pietra
Secolare, sopravvissuta a molti
Uomini e regni, tradimenti ed eroismi.
E il marmocchio con zelo riempie
Di sabbia il secchiello e, presolo, me lo versa
Sui piedi, sulle scarpe…Che bello!
E leggero nel cuore io rivedo
Il cocente meriggio veneziano,
Il leone alato librarsi su di me
Immobile con il libro aperto tra le zampe.
E sopra il leone, rosea e tondeggiante,
Fuggire una nuvoletta. E più in alto, più in alto –
L’azzurro denso e cupo, e in esso scivolare
Minuscole, ma fiammeggianti stelle.
Ora esse ardono sul viale,
Sul marmocchio e su di me. Follemente
I loro raggi lottano coi raggi del sole…
Il vento
Inesauribile fruscia con le ondate di sabbia,
Sfoglia il libro della signorina. E ciò che odo,

Da non so qual prodigio è trasfigurato,
Così tenacemente s’imprime nel cuore,
Che più non mi servon né pensieri né parole,
Ed è come se mi specchiassi
In me stesso.
E a tal punto seduce la viva linfa dell’anima,
Che, come Narciso, io dalla sponda terrena
Mi strappo e volo là, dove sono solo,
Nel mio primevo mondo natìo,
Faccia a faccia con me stesso, smarrito un giorno –
Ed ora ritrovato…E da lontano
Mi giunge la voce della signorina: “Mi scusi,
Che ore sono?”

Ci siamo già detti - Massimo Orgiazzi

Ci siamo già detti - Massimo Orgiazzi

Ci siamo già detti di quel cielo bianco, dell’aria più fredda
delle date in partenza, la fine d’agosto, la nostra auto stretta?
Mai detto di niente, di quei pomeriggi di prima dei secoli,
del sole di perla, in centoventisei, finiti i miracoli?

Di quel mazzolin, cantato, provato per giorni
e poi singhiozzato su un’utilitaria, fingendoci eterni.
E via le montagne, la scabra autostrada per centro–città,
il sonno bambino stendeva una sua serena pietà.

Ed anche stasera che mi sono arreso, ho ammesso la vita
la serie di storie che tornano sempre, la sera imbastita
al sole di adii, (vedi la luce, si guarda più indietro)
un sonno più adulto distende distanze – di ghiaccio, di vetro.

Umberto Saba - Meriggio d'Estate

Umberto Saba - Meriggio d'Estate

Silenzio! Hanno chiuso le verdi
persiane delle case.
Non vogliono essere invase.
Troppe le fiamme
della tua gloria, o sole!
Bisbigliano appena
gli uccelli, poi tacciono, vinti
dal sonno. Sembrano estinti
gli uomini, tanto è ora pace
e silenzio... Quand'ecco da tutti
gli alberi un suono s'accorda,
un sibilo lungo che assorda,
che solo è così: le cicale.

Agosto - Federico Garcia Lorca

Agosto - Federico Garcia Lorca

Controluce a tramonti
di pesca e zucchero.
E il sole dentro la sera
come il nocciolo nel frutto.

Agosto.
I bambini mangiano
pane nero e luna piena.

Angel Crespo - Agosto

Henri Lebsque - Giardino in estate
Angel Crespo - Agosto

1
Esco al balcone e, in verità, non vedo
se non la notte, come l'altre notti,
ora sì, con le stelle
più pallide - l'agosto
le induce con la sua tepida nebbia
a smorzare la voce -
non vedo quel che cercano i miei occhi
molto vicino ma più in là
delle costellazioni.
Rimango sul balcone, conto i gradi
dell'arco che m'immagino
corso da passi umani - mi figuro
che anche saran passi d'altra specie -,
da passi umani, da battiti
di cuore d'uomo.
Ecco, sì, vedo. Pongo
la mano innanzi agli occhi
per veder meglio,
sì che le stelle e nubi,
questo caldo d'agosto,
non mi stornino. Stringo
tra le mani i miei occhi
e vedo. Annuso. Ascolto.
Vado al fianco dell'uomo
ch'è giunto a quell'altezza. E mi contemplo
- da tanta cima - solo
e appoggiato al balcone
sotto la notte resasi più umana.

2
Quando dovremo scendere, diremo
ch'era la verità l'apparsa Aurora?
Forse racconteremo che vedemmo
sotto di noi le sue labbra spuntare,
sorridente? Diremo
che i suoi chiari capelli si spargevano
sulle nubi, sui muri,
sui fiumi, le città
e l'oceano verde;
che i suoi seni s'alzavano
come promesse,
voci che salutavano l'intruso?
Diremo ch'è verità
la meteora del Sole e del suo carro
e dell'Ore
che si prendon per mano in girotondo
intorno all'aere?

3
Tolgo la mano dagli occhi. Sollevo
le palpebre. La notte,
sorvolata dall'uomo, arriva
e, come cane umile,
abbaia alla mia porta, lecca
i piedi ai passanti.

X Agosto - Giovanni Pascoli

 foto di di Nicolò Omacini - fotocommunity.it
X Agosto - Giovanni Pascoli


San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

3 agosto 2015

Euterpe Ensemble in concerto al Castello di San Basilio


Euterpe Ensemble in concerto al Castello di San Basilio 
“Ho sempre pensato che la musica dovrebbe essere solo lo straripare di un grande silenzio”. (Marguerite Yourcenar)
“La musica può donare delle ali  ai vostri pensieri e illuminare la vostra anima di una luce eterna”. (Platone)

Nel suggestivo scenario del castello di San Basilio di Pisticci, lunedì 3 agosto avrà luogo un concerto per flauti e pianoforte.
Il maestro Domenico Masiello (pianoforte) ed i Maestri Elisabetta Scilironi (flauto traverso) e Raffaele Bifulco (flauto traverso) eseguiranno, nella prima parte del concerto, musiche antiche e danze celtiche che potrebbero evocare le antiche atmosfere del maniero dei Marchesi Annibale a Marida Berlingieri che ospita la serata.
Successivamente i musicisti daranno spazio alla musica barocca con brani di Henry Purcell, Johann Sebastian Bach e Georg Philipp Telemann.
La seconda parte del concerto sarà dedicata alla musica operistica e alla variazione su temi d’opera di Giuseppe Verdi, Wolfgang Amadeus Mozart, Paul Agricole Génin, Ernesto Júlio Nazareth e, infine, saranno eseguiti brani del compositore francese Gabriel Urbain Fauré.
I maestri, componenti del gruppo operistico Euterpe Ensemble, sebbene giovanissimi, vantano un curriculum di tutto rispetto.
Di seguito alcuni cenni biografici dei valenti musicisti.
Raffaele Bifulco:  Flautista pisticcese del 1983, si diploma giovanissimo in flauto col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera. Successivamente perfeziona la sua arte presso l’Istituto pareggiato “Orazio Vecchi” di Modena e segue dei Master Class con Maestri di fama internazionale quali Emmanuel Pahud, L. Graaf, Andrea Oliva, ecc.; è stato premiato in numerosi concorsi internazionali. È stato primo flauto dell’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole. Dal 2009 al 2011 è primo flauto dellOrchestra Giovanile “L.Cherubini, diretta dal Riccardo Muti. Attualmente è primo flauto dell’orchestra del teatro Petruzzelli di Bari.
Elisabetta Scilironi: Flautista concertista padovana, si è diplomata nel 2009 presso il Conservatorio “Antonio Buzzola” di Adria (Rovigo). Ha collaborato in qualità di primo flauto con la “Benacus Chamber Orchestra” di Malcesine (Verona), con il gruppo “Offerta Musicale” di Venezia e con la “Nova Symphonia Patavina”. Ha eseguito concerti in Italia e all’estero. E attualmente tiene concerti in veste di solista e camerista ed è docente in diversi corsi di flauto in Veneto.
Domenico Masilello: nato nel 1990, a soli cinque anni è avviato allo studio del violino con la Professoressa Nicolina Decolli. Si diploma giovanissimo in violino con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera sotto la guida del Maestro Carmelo Andriani. Ha frequentato diversi Master Class con docenti di fama internazionale quali Maryse Regard, B. Antonioni, Felix Ayo. Giovanissimoè stato membro dell’Orchestra Giovanile di Uto Ughi con la quale ha fatto diverse  tournée collaborando con artisti di chiara fama tra i quali, appunto, Uto Ughi, B. Aprea, A. Loppi, ecc. attualmente perfezione l’arte del violino con il Maestro Carmelo Andriani e studia pianoforte con il Maestro Piero Cassano con il quale ha conseguito il quinto anno nel 2009 presso il conservatorio di Bari.  
Appuntamento, quindi, lunedì 3 agosto alle ore 20,30 presso lo storico Castello di San Basilio di Pisticci.
Pisticci 3 agosto 2015