16 novembre 2016

La chioma - Baudelaire Charles



 opera di Pascal Chove
La chioma - Baudelaire Charles

O chioma che come un'onda scendi sulla scollatura!
O riccioli! O profumo denso di languore!
Estasi! Stasera per riempire l'alcova oscura
dei ricordi che dormono in questa capigliatura,
come un fazzoletto al vento la voglio agitare!

L'indolente Asia e l'ardente Africa,
tutto un mondo lontano, quasi spento nell'oblio,
vive nelle tue profondità, o foresta aromatica!
Simili ad altri spiriti sull'onda della musica,
il mio naviga sul tuo profumo, o amore mio!

Andrò laggiù dove pieni di linfa, uomini e piante,
si struggono lungamente negli ardori dei climi;
portatemi là, forti trecce, siate la mia onda possente!
Mare d'ebano, tu contieni un sogno abbagliante
di vele e remi, di pennoni e fiamme:

un porto risonante in cui la mia anima si disseta
con grandi sorsi di profumo, di suono e di colore;
dove i vascelli scivolando nell'oro e nella seta,
schiudono ampie braccia per stringere la gloriosa meta
d'un cielo puro che freme d'eterno calore.

Immergerò la testa amorosa d'ebbrezza
in questo nero oceano in cui l'altro è racchiuso;
e il mio spirito sottile che il rollio accarezza
vi saprà ben ritrovare, o feconda mollezza,
il dondolio eterno d'un ozio odoroso!

Capelli blu-notte, tende di tenebre spiegate,
voi mi rendete l'azzurro del cielo tondo e senza fine;
sulle estremità piumose delle ciocche ritorte
m'inebrio con ardore di essenze mischiate
di olio di cocco, di muschio e di catrame.

A lungo! sempre! rubino, perla e zaffiro
la mia mano spargerà nella tua folta criniera,
perché tu non sia mai sorda al mio desiderio!
Non sei tu l'oasi in cui sogno, la fiasca ove aspiro
a lunghi sorsi il vino della memoria?

Poesie Erotiche XI - Pablo Neruda

 opera di Pascal Chove
Poesie Erotiche XI - Pablo Neruda



Sete di te che mi incalza nelle notti affamate.
Tremante mano rossa che si alza fino alla sua vita.
Ebbra di sete, folle sete, sete di selva in siccità.
Sete di metallo infuocato, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, aspettandoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi diede al mondo pieno di domande acute.
Tu rispondi a tutte. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cade sul mare che incrociamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Che ci sia una terra mia che non copra la tua impronta.
Senza i tuoi occhi pellegrini, nella notte, verso dove.
Per quello sei la sete e ciò che deve placarla.
Come posso non amarti se devo amarti per quello.
Se quella è la gomena, come posso tagliarla, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce.
Sete di te che nella notte mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, per questo ci sono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, per questo ci sono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braci che ti amano.
Il corpo incendio vivo che deve bruciare il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
In essa si annienta come l'acqua nel fuoco.

finché arrivano lettere d'amore - Helga Maria Novak

opera di Francine Van Hove

finché arrivano lettere d'amore - Helga Maria Novak

finché arrivano lettere d'amore
non tutto è perduto
finché mi raggiungono abbracci
e baci seppure per lettera
non tutto è perduto
finché nei pensieri
vi chiedete dove io sia
non tutto è perduto

Traduzione di Paola Quadrelli

Con me - Rita Salamon

opera di Francine Van Hove

Con me - Rita Salamon

Se non posso portare
la nebbia con me
Sarà il fiato ghiacciato
che m’esce di bocca.

Se non posso portare
la terra con me
Sarà il granello incastrato
sotto le unghie.

Se non posso portare
Il paese con me
Sarà l’odore delle mele
lungo i fossi.

Se non posso portare
Mio figlio con me
Non potrò mai, mai
Essere me.

Eva se ne va – Mriaenrica Giannuzzi

opera di Francine Van Hove
Eva se ne va – Mriaenrica Giannuzzi

Eravamo in una stanza ferma
E immota al divenire, senza
Accidenti e senza coscienza.

Una matassa col filo riavvolto
Soli, in una quiete che sembrava
Pace e che era soltanto la sua
immagine più elementare.

Tu la creatura, Adam
Tu il mondo, tu il primo
Tu il viso, il seno e l’osso
Tu il viso e le mani umane

Io sono, Io sono una
e il tuo corpo è tanto,
sono una e il tuo corpo
è tanto che mi contiene

Chiusa nel tuo sonno Adam
dorme una carne, dorme
una carne che è gioia
carne di gioia e stirpe.

Ma fuori di te cresce, fuori cresce
il numero e fa il tempo, cresce
il mondo nel numero e nel
tempo, una è la carne, Adam
e le anime infinite
e da stasera, Adam
dormirai da solo.

da Poesia n. 317 – Luglio/Agosto 2016

Per questo - Adrienne Rich

opera di Pascal Chove

Per questo - Adrienne Rich

Se ho teso la mano ai tuoi versi(l’ho fatto)
come a lettere dei morti che ridestano l’animo
da rabdomante cercato la tua fonte
per abbeverare la mia sete
scavato nel mio concime scheletri e petali
che per te dovevano riflettere la luce:

– al lavoro nel mio sotterraneo mangiato dai vermi
roso dai tarli senza patria
ho una scusa?

Se ho sfiorato il tuo dito
con lingua affamata
leccato dal tuo palmo una crepa di sale
se ti ho sognato o pensato
sacca di sangue appena estratto
appeso rossoscuro a un gancio
piú in alto del mio cuore
( tu che comprendi la trasfusione)
a cos’altro dovrei rivolgermi?

Una luce-spia brilla fioca
mentre i fuochi del gas dormono
(un gatto esce in punta di zampa dai fornelli
al gelo notturno)
il linguaggio raro e agile come la verità
scioglie il silenzio piú radicale

L’etica del custode di un faro:
cura di tutti o di nessuno
per questo si può pure dare fuoco ai mobili
Un questo contro cui abbiamo sbattuto
come se la luce potesse essere spenta a estro
il salvataggio negato ad alcuni

e rimanere un faro

Traduzione di Maria LuisaVezzali

15 novembre 2016

Le Vin des amants - Charles Baudelaire

opera di Francine de Van Hove
Le Vin des amants - Charles Baudelaire

Aujourd'hui l'espace est splendide!
Sans mors, sans éperons, sans bride,
Partons à cheval sur le vin
Pour un ciel féerique et divin!
Comme deux anges que torture
Une implacable calenture,
Dans le bleu cristal du matin
Suivons le mirage lointain!
Mollement balancés sur l'aile
Du tourbillon intelligent,
Dans un délire parallèle,
Ma soeur, côte à côte nageant,
Nous fuirons sans repos ni trêves
Vers le paradis de mes rêves!

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L’aria è splendente, oggi: che meraviglia!
Senza morsi né speroni né briglia
ce ne partiamo a cavallo del vino
verso un cielo incantevole, divino.

Come due angeli morsi dall’ansia
acuta che, implacabile, li strazia,
nel vetro blu del mattino seguiamo
di quel lontano miraggio il richiamo.

Mollemente cullati sopra le ali
di un turbine che sale con sapienza,
in un delirio che insieme ci assale,

affiancati in armoniosa alleanza,
fuggiremo, sorella, abolendo ogni
attesa, nel paradiso dei sogni.