2 maggio 2020

Tu prodiga sei di parole dolci - Afanasij Afanas’evic Fet

Pierre Auguste Renoir - Giovane ragazza con margherite, 1889
Tu prodiga sei di parole dolci - Afanasij Afanas’evic Fet

Tu prodiga sei di parole dolci,
Ma nel cuore non mi mandi un gioioso saluto
E in segreto pensi: stramba, spietata è
L’anima fredda del poeta.

Anch’io aspetto; aspetto, se impossibile sia vincere
La tua freddezza, scorgere un attimo di complicità,
Che negli occhi tuoi, enigmatici come la notte,
Si mettano a fremere stelle di felicità.

Aspetto, le aspetto; per il sognatore nella notte
Non ritrovare il chiaro è più propizio e magico,
E so che i raggi loro si poseranno luccicanti
Su me con fremito e col canto.

Trad. Pia Dusi

Albero di Diana - Alejandra Pizarnik

Pierre Auguste Renoir - Bagnante si aggiusta i capelli, 1885
Albero di Diana - Alejandra Pizarnik

14
Il poema che non dico,
quello che non merito.
Paura di essere due
cammino dallo specchio:
qualcuno in me assopito
mi mangia e mi beve.
.
16
Hai costruito la tua casa
hai impiumato i tuoi uccelli
hai colpito il vento
con le tue stesse ossa.
Hai concluso da sola
quello che nessuno cominciò.
.trad. Gianni Darconza

Al mattino, una miniera - Mariangela Gualtieri

                                                    Pierre Auguste Renoir - In estate, 1868
Al mattino, una miniera - Mariangela Gualtieri

Al mattino, una miniera
si spalanca nella luce del cielo
e se guardo su, l’aperto
mi conduce verso una sponda
di eccelse volute. C’è pace allora
dentro questa carne. Bene si cuce
ciò che si vede con la parte mancante.
Le mie pagnotte si impastano di luce
e mangeremo.
Una nutrizione potente scuote
risveglia le mie arcate.

In quest’alba - Sibilla Aleramo

Pierre-Auguste Renoir - Venere cacciatrice
In quest’alba - Sibilla Aleramo

In quest’alba,
ricche le vene di melodia e dolenti,
che tutti aduno e mesco i desideri eterni,
uno,
d’una rosa bianca sul cespo,
solo m’avanza incontro al giorno,
e il giorno è di gennaio,
oh giardino che non vedrò!

da “Sotto le ciglia chissà” - Fabrizio De Andrè

Pablo Picasso - The bird cage
da “Sotto le ciglia chissà” - Fabrizio De Andrè

Io faccio le canzoni. I discografici prendono le canzoni e ne fanno dei dischi. I clienti dei discografici comperano i dischi e da questa compravendita gli addetti alle classifiche fanno le classifiche. Pensa un po’ quanta distanza c’è tra me e una classifica.
***
Non ho più niente da dire. Ma ho un contratto che devo rispettare per altri due anni. Così sto vivendo appieno le mie contraddizioni, e sto comprendendo il mio «senso di colpa».

Guardo i miei occhi - Sibilla Aleramo

Gustav Klimt - Ritratto di Amalie Zuckerkandl, 1918
Guardo i miei occhi - Sibilla Aleramo

Guardo i miei occhi cavi d’ombra
e i solchi sottili sulle mie tempie,
guardo, e sei tu, mio povero stanco volto,
così a lungo battuto dal tempo?
Mi grava l’ombra d’un occulto sogno.
Ah, che un ultimo fiore in me s’esprima!
Come un’opaca pietra
non voglio morire fasciata di tenebra,
ma d’un tratto, dalla radice fonda,
alzare un canto alla ultima mia sera.

1 maggio 2020

Primo maggio – Enzo Montano

Renato Guttuso - Primo maggio 1956, Inchiostro su carta, cm. 34,5x52,3

Primo maggio – Enzo Montano

Non s’ode il martello
battere la nera incudine,
il rosso rovente non arde
le mani callose e deformate.

Non s’incontrano contadini
cavalcioni a lenti muli stanchi,
silenziosi lungo la via dei cardi
appena disegnati dall’aurora.

E scorre ancora un primo maggio
senza bandiere rosse,
rari i lavoratori e smarriti
nessuno canta l’Internazionale.

E senza l’urlo lontano
del martello operaio
né il palco della festa
è scivolato via ancora
un primo maggio inutile.