20 luglio 2015

Caro collezionista - Anaïs Nin

Caro collezionista - Anaïs Nin

Caro collezionista, noi la odiamo.
Il sesso perde ogni potere quando diventa
esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa
un'ossessione meccanicistica. Diventa una noia.
Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto
sia sbagliato non mescolarlo all'emozione, all'appetito,
al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai
legami personali, a relazioni più profonde che ne
cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l'intensità.
Lei non sa cosa si perde con il suo esame al
microscopio dell'attività sessuale, con l'esclusione
degli aspetti che sono il carburante che la infiamma.
Componenti intellettuali, fantasiose emotive.
Questo è quel che conferisce al sesso la sua
struttura sorprendente, le sue trasformazioni
sottili, i suoi elementi afrodisiaci.
Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni.
Lo sta facendo appassire, morir di fame, ne sta
prosciugando il sangue.
Se lei nutrisse la sua vita sessuale con tutte le
emozioni e le avventure che la passione inietta nella
sessualità, sarebbe l'uomo più potente del mondo.
La fonte del potere sessuale è la curiosità, la
passione. Lei sta lì a guardare questa fiammella
morire di asfissia. Il sesso non prospera nella
monotonia. Senza emozioni, invenzioni, stati
d'animo, non ci sono sorprese a letto.
Il sesso deve essere innaffiato di lacrime,
di risate, di parole, di promesse, di scenate,
di tutte le spezie della paura, di viaggi all'estero,
di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di
fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino.
Quanto perde con questo suo periscopio sulla
punta del pisello, quando invece potrebbe
godersi un harem di meraviglie tutte diverse e
mai ripetute! Non due peli uguali. Ma lei non
ci permetterà di sprecare parole sui peli;
neanche sugli odori, ma se ci dilunghiamo su
questo argomento lei si mette a gridare:
"Lasciate perdere la poesia!"
Neanche due pelli con lo stesso incarnato,
e mai la stessa luce, la stessa temperatura,
le stesse ombre , mai gli stessi gesti; perché
un'amante quando è infiammato veramente, può
esprimere i toni più sottili di secoli d'arte amorosa.
Quante sfumature, quanti cambiamenti d'età,
quante variazioni di maturità e di innocenza,
di perversità ed arte.
Siamo rimasti seduti per ore a chiederci
che aspetto lei abbia. Se ha reso i suoi
sensi indifferenti alla seta, alla luce, al
colore, all'odore, al carattere, al temperamento.
Ci sono tanti sensi minori, che buttano come
tanti affluenti nel fiume del sesso, arricchendolo.
Solo il battito unito del sesso e dell'animo può
creare l'estasi.

19 luglio 2015

Lampo - Simone Weil

Lampo - Simone Weil

Il cielo puro imprima sulla faccia,
il cielo dove nubi lunghe corrono,
un vento con l’odore della gioia,
e forte: e tutto nasca, senza sogno.

Nasceranno per me le città umane
che un soffio puro libera da brume;
e i tetti; i passi; i gridi, e ogni lume
e suono umano: ogni preda del tempo.

Nasceranno i mari e la barca bilanciata;
il colpo di remo e i fuochi di notte;
i campi, e il mannello che si lancia;
le sere e la sequenza delle stelle;

la luce accesa e la genuflessione
del corpo, e l’ombra, l’urto nelle viscere
della miniera; mani che lavorano
i metalli tranciati; il ferro morso
in un grido di macchine.

Il mondo è nato: e tu, vento, mantienilo.
Ma il mondo crolla, coperto da fumi.
Mi era nato il mondo in uno squarcio
di cielo verde e chiaro, tra le nubi.

Amore oggi il tuo nome - Cristina Campo

Amore oggi il tuo nome  - Cristina Campo

Amore oggi il tuo nome
al mio labbro è sfuggito
come al piede l'ultimo gradino...

Ora è sparsa l'acqua della vita
e tutta la lunga scala
è da ricominciare.
T'ho barattato, amore, con parole
buio miele che odori
dentro i diafani vasi
sotto mille e seicento anni di lava.
Ti riconoscerò dall'immortale Silenzio.

Ars poetica - Blaga Dimitrova

Ars poetica - Blaga Dimitrova

Ogni tua poesia
crea come fosse l'ultima.
In questo secolo in volo
supersonico e saturo di stronzio,
carico di terrorismo,
sempre più improvvisa arriva la morte.
Ogni tua parola invia
come l'ultima prima della fucilazione,
un grido impresso nel muro di prigione.
Non hai diritto ad una menzogna,
neanche fosse un piccolo bel gioco.
Semplicemente non avrai il tempo
di correggere da solo il tuo errore.
Laconicamente e senza pietà
ogni tua poesia scrivi col sangue
come fosse un addio.

Canto di luna, canto di donna - Anne Sexton

Canto di luna, canto di donna - Anne Sexton

Vivo di notte,
mi sento morire la mattina,
vecchia lampada dall'olio consunto,
pallida ossuta emunta,
nessun prodigio o strabilianza.
Io sono malconcia e sfigurata
ma tu nell'armatura sei possente
e devo predispormi al tuo passaggio.
Io fui sempre una vergine
vecchia e butterata.
Prima che il mondo fosse io fui.

Son stata arancia dai pori dilatati
color carota e grassa sfatta,
contemplata dagli attoniti
ho lasciato calare le mie O crettate
sui mari di Venezia e di Mombasa.
Sul Maine mi sono riposata.
Come un jet nel Pacifico sono precipitata.
Sul Giappone fui spergiura.
Ho lasciato che il pendolo oscillasse,
la mia borsa rigonfia, la mia luce
dorata, dorata intermittenza
su voi tutto baluginasse.

Così se devi inquisirmi, fallo.
Dopotutto non sono artefatta.
Lungamente ti ho guardato,
d'amor panciuta o vuota
mostrando senza fine le mie fasi alterne
a te, a te mio freddo freddo
uomo tuta.
Tu devi solo chiedere, e te lo concederò.
E' praticamente garantito,
tu marcerai su me in me caserma.
Oh vieni veleggiando, vieni veleggiando
o tu lanciarazzi
o tu terrapieno
o tu proggettatore.
Sigillerò la beltà del mio grand'occhio,
quartier generale di un distretto,
casa di un sogno.

Aut-aut - Annie Vivanti

Aut-aut - Annie Vivanti  

Io voglio il sole, io voglio il sole ardente
Che l’ebbrezza mi dia del suo splendore,
O pur la buia notte ed il fragore
Forte de la tempesta alta e furente.
La grigia nebbia il core la detesta:
Datemi il cielo azzurro o la tempesta.

Voglio la libertà! la sconfinata
Intera libertà la voglio mia!
O pur la tetra e stretta prigionia
Di quattro travi e la cassa inchiodata.
Oh, se non m’è concesso l’infinito,
Ch’io, l’ali infrante, giaccia seppellito

E voglio l’amor tuo; l’intero ardente,
Illimitato amore, o l’odio intenso.
Ma sia l’odio o l’amor, lo voglio immenso!
Io non sopporto un guardo indifferente.
L’amor che tutto soffre e tutto dona
O l’odio che non piega e non perdona.

O tutto o nulla io voglio: il riso o il pianto,
Il sole d’oro o l’uragano nero,
la stretta bara o l’universo intero,
E dallo sguardo tuo martirio o incanto!
Tutti i tuoi baci dammi e tutto il core,
O la croce sublime del dolore!

Le più belle poesie - Alda Merini

Le più belle poesie - Alda Merini

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Cosi, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all'umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d'oro
e l'albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu si, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l'assenzio
di una sopravvivenza negata.