Quando l’estate stanca - Iosif Brodskij
Non sono uscito di senno, ma sono stanco dell’estate.
Cerchi nel cassettone una camicia, e il giorno è perso.
Venga l’inverno e copra tutto, presto,
le città e le genti e, innanzitutto, il verde.
Io dormirò vestito, sfoglierò libri in prestito,
finché non se ne andrà per la sua strada l’anno,
quel che resta,
come il cane che sfugge al cieco e che traversa
lungo le strisce pedonali. È libertà
se scordi il patronimico del capo,
se è dolce la tua bocca più della chalvà
di Shiraz e se, col cervello strizzato
come il corno di un capro,
dall’occhio azzurro nessuna stilla scenderà.
3 luglio 2016
Improvvisamente fu piena estate - Herman Hesse
Improvvisamente fu piena estate - Herman Hesse
Improvvisamente fu piena estate.
I campi verdi di grano,
cresciuti e riempiti nelle lunghe settimane di piogge,
cominciavano a imbiancarsi,
in ogni campo il papavero lampeggiava
col suo rosso smagliante.
La bianca e polverosa strada maestra era arroventata,
dai boschi diventati più scuri risuonava più spossato,
più greve e penetrante il richiamo del cuculo,
nei prati delle alture, sui loro flessibili steli,
si cullavano le margherite e le lupinelle,
la sabbia e le scabbiose, già tutte in pieno rigoglio
e nel febbrile, folle anelito della dissipazione
dell’approssimarsi della morte
perché a sera si sentiva qua e là nei villaggi il chiaro,
inesorabile avvertimento delle falci in azione.
Improvvisamente fu piena estate.
I campi verdi di grano,
cresciuti e riempiti nelle lunghe settimane di piogge,
cominciavano a imbiancarsi,
in ogni campo il papavero lampeggiava
col suo rosso smagliante.
La bianca e polverosa strada maestra era arroventata,
dai boschi diventati più scuri risuonava più spossato,
più greve e penetrante il richiamo del cuculo,
nei prati delle alture, sui loro flessibili steli,
si cullavano le margherite e le lupinelle,
la sabbia e le scabbiose, già tutte in pieno rigoglio
e nel febbrile, folle anelito della dissipazione
dell’approssimarsi della morte
perché a sera si sentiva qua e là nei villaggi il chiaro,
inesorabile avvertimento delle falci in azione.
Il violinista pazzo - Fernando Pessoa
fotogramma di "The Devil's Violinist"
Il violinista pazzo - Fernando PessoaNon fluì dalla strada del nord
nè dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.
Egli apparve all' improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all' improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.
La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.
In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.
Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.
La sposa felice capì
d' essere malmaritata,
L' appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,
la fanciulla e il ragazzo furono felici
d' aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.
In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell' anima gemella,
quella parte che ci completa,
l' ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.
Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.
Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.
Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell' ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,
improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo.
17 giugno 2016
Intervista del tg 2 ad Italo Calvino – novembre 1983
Intervista del tg 2 ad Italo Calvino – novembre 1983
Nel prossimo millennio, l’umanità sarà ancora capace di fantasia?
Qualche anno fa si diceva: “L’immaginazione al potere”, che sembrava
uno slogan molto bello. Poi ripensandoci, il segreto è che
l’immaginazione non prenda mai il potere: cioè non diventi parola
d’ordine, programma obbligatorio. L’immaginazione, la fantasia, la
creatività – di cui tanto si parla – devono contrapporsi a un elemento
di routine, di limitatezza, di
prevedibilità, che rende la vita vivibile. Guai se c’è solo il
prevedibile, ma se tutto è fantasia non si tocca niente, non si realizza
niente.
Probabilmente, se abbiamo intorno uno scenario di grigi parallelepipedi, possiamo addobbarlo con bandierine, festoni e ali di farfalle. Se invece abbiamo intorno uno scenario solo di ali di farfalle, non viene fuori niente. Per questo sono un po’ diffidente sul fatto della creatività dato come fine dell’educazione, come principio primo: “Ogni lavoro deve essere creativo!”. No, il lavoro deve essere esatto, metodico, fatto secondo certe regole. E poi è su quello che può nascere la creatività. Altrimenti è una specie di marmellata che non ha sostanza.
Probabilmente, se abbiamo intorno uno scenario di grigi parallelepipedi, possiamo addobbarlo con bandierine, festoni e ali di farfalle. Se invece abbiamo intorno uno scenario solo di ali di farfalle, non viene fuori niente. Per questo sono un po’ diffidente sul fatto della creatività dato come fine dell’educazione, come principio primo: “Ogni lavoro deve essere creativo!”. No, il lavoro deve essere esatto, metodico, fatto secondo certe regole. E poi è su quello che può nascere la creatività. Altrimenti è una specie di marmellata che non ha sostanza.
In che cosa stiamo sbagliando di più oggi, rispetto al domani?
Nel non valutare quello che è irreversibile e quello che è immodificabile: credo ad esempio che sia difficile pensare che possiamo fare a meno di enormi quantità di energia. Quindi il problema energetico va affrontato realisticamente.
Non dobbiamo farci un mito della natura, che oggi possiamo godere solo perché abbiamo alle spalle una civiltà tecnologica che ci garantisce di tante cose. Quindi la natura che noi oggi godiamo come natura, non l’avremmo goduta come tale se invece fosse stata il nemico con cui batterci, come per i nostri padri, i nostri antenati.
Italo Calvino: tre chiavi, tre talismani per il 2000.
Imparare molte poesie a memoria: da bambini, da giovani, anche da vecchi. Perché fanno compagnia: uno se le ripete mentalmente. Inoltre, lo sviluppo della memoria è molto importante. Anche fare dei calcoli a mano: delle divisioni, delle estrazioni di radici quadrate, delle cose molto complicate.
Combattere l’astrattezza del linguaggio che ci viene imposto, con delle cose molto precise. Sapere che tutto quello che abbiamo ci può essere tolto da un momento all’altro. Certo, goderlo: non dico mica di rinunciare a nulla, anzi. Però sapendo che da un momento all’altro tutto quello che abbiamo può sparire in una nuvola di fumo.
Nel non valutare quello che è irreversibile e quello che è immodificabile: credo ad esempio che sia difficile pensare che possiamo fare a meno di enormi quantità di energia. Quindi il problema energetico va affrontato realisticamente.
Non dobbiamo farci un mito della natura, che oggi possiamo godere solo perché abbiamo alle spalle una civiltà tecnologica che ci garantisce di tante cose. Quindi la natura che noi oggi godiamo come natura, non l’avremmo goduta come tale se invece fosse stata il nemico con cui batterci, come per i nostri padri, i nostri antenati.
Italo Calvino: tre chiavi, tre talismani per il 2000.
Imparare molte poesie a memoria: da bambini, da giovani, anche da vecchi. Perché fanno compagnia: uno se le ripete mentalmente. Inoltre, lo sviluppo della memoria è molto importante. Anche fare dei calcoli a mano: delle divisioni, delle estrazioni di radici quadrate, delle cose molto complicate.
Combattere l’astrattezza del linguaggio che ci viene imposto, con delle cose molto precise. Sapere che tutto quello che abbiamo ci può essere tolto da un momento all’altro. Certo, goderlo: non dico mica di rinunciare a nulla, anzi. Però sapendo che da un momento all’altro tutto quello che abbiamo può sparire in una nuvola di fumo.
16 giugno 2016
Perle - Enzo Montano
Bartholomeus van der Helst - Portrait of Anna du Pire as Granida,1660,detail
Perle - Enzo Montano
Turgore implorante ombrosi giardini
esplode piacere nelle mani che sfiorano.
Rosee dune contengono lo stelo vibrante
umide gocce scorrono il candore assetato.
Labbra avvolgenti stringono il roseo impazzito
torrente dell’estasi si insinua nella gola impaziente
la lingua raccoglie e assapora
il bianco calore da labbra ancora vogliose.
Gocce perlacee ornano la bocca vorace.
Turgore implorante ombrosi giardini
esplode piacere nelle mani che sfiorano.
Rosee dune contengono lo stelo vibrante
umide gocce scorrono il candore assetato.
Labbra avvolgenti stringono il roseo impazzito
torrente dell’estasi si insinua nella gola impaziente
la lingua raccoglie e assapora
il bianco calore da labbra ancora vogliose.
Gocce perlacee ornano la bocca vorace.
Movimenti - e.m.
William Bouguereau - LAmour et Psyche
Movimenti - e.m.falce di luna appesa al cristallo del cielo
labbra di fuoco si moltiplicano baci
incontenuta passione disegnata in abbracci
di corpi e cervelli impazienti
prorompente turgore si insinua nei fianchi
penetra l'umidità dell'amore insaziabile
movimenti ritmati dal piacere dei gemiti
tra profumi di pini eucalipti e fieno
dalla collina gli ululati del lupo fino all'aurora.
Mani - e.m.
Opera di Omar Ortiz
Mani - e.m.L’azzurro di unghie perfette esalta
agili dita affusolate indorate di sole.
Sapienti cercano tra stoffa e cerniera
il tulipano purpureo prorompe rigonfio
tra le pieghe e i righini di slip e camicia.
Avvolgono le mani il turgore vibrante
si muovono armonicamente in modulate carezze
polpastrelli lo sfiorano come oboe di orchestra.
Le labbra si cercano in baci intrecciati
intensi i respiri e malcelati i gemiti.
Si esalta roseo disteso nel desiderio
tra le morbidissime mani di donna.
Vibrazioni e sussulti sottolineati da ansimi
scavano profondità nel piacere del maschio
ed emerge in sconvolgenti brividi inauditi
per il corpo e la mente obnubilati dall’estasi.
Il movimento diviene impetuoso e veloce
il lungo bacio profondo unisce anime e corpi
preludio all’eruzione perlacea che orla
le dita bellissime come preziosi gioielli di dea
portati alla bocca con voluttà disinvolta.
La lingua e le labbra assaporano l’inizio
di una notte di amore fino allo sfinimento.
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