30 settembre 2020

Sonetti a Orfeo 1, 3 – Rainer Maria Rilke

 Giorgio de Chirico - Orfeo trovatore stanco, 1970
Sonetti a Orfeo – Rainer Maria Rilke
1, 3
 
Un dio lo può. Ma un uomo, dimmi, come
potrà seguirlo sulla lira impari?
Discorde è il senso. Apollo non ha altari
all’incrociarsi di due vie del cuore.

Il canto che tu insegni non è brama,
non è speranza che conduci a segno.
Cantare è per te esistere. Un impegno
facile al dio. Ma noi, noi quando siamo?

Quando astri e terra il nostro essere tocca?
O giovane, non basta, se la bocca
anche ti trema di parole, ardire

nell’impeto d’amore. Ecco, si è spento.
In verità cantare è altro respiro.
È un soffio in nulla. Un calmo alito. Un vento.

Traduzione di Giaime Pintor 


 

Rainer Maria Rilke – Le rose XXIII

 Anthony van Dyck - Ritratto di una donna con una rosa, tra il 1635 e il 1639, dettaglio
Rainer Maria Rilke – Le rose
XXIII
 
Rosa, venuta molto tardi che le notti amare arrestano
nella loro troppo siderale chiarità,
rosa, dimmi tu le facili delizie complete
della tua sorella d’estate?
Per giorni e giorni ti vedo che esiti
nella tua guaina serrata troppo forte.
Rosa che, nascendo, ti vedo imitare
le lentezze della morte.
Il tuo mutevole stato ti fa conoscere
in un mélange dove tutto si confonde,
l’ineffabile accordo del niente e dell’essere
che noi ignoriamo?

Trad. Pierangela Rossi

Morire alla mia musica!, Emily Dickinson

 dipinto di Gulyas Laszlo

Morire alla mia musica!, Emily Dickinson

 

Morire alla mia musica!

Ribolli! Ribolli!

Tienimi finché l’Ottava corre!

Presto! Irrompi dalle Finestre!

Ritardando!

La Fiala è rimasta, e il Sole!

 

trad. Giuseppe Ierolli

 

29 settembre 2020

Scirocco - Feancesco Guccini

 Konstantin Razumov – In The Café, olio su tela
Scirocco - Feancesco Guccini
 
Ricordi le strade erano piene di quel lucido scirocco
Che trasforma la realtà abusata e la rende irreale
Sembravano alzarsi le torri in un largo gesto barocco
E in via dei Giudei volavan velieri come in un porto canale
Tu dietro al vetro di un bar impersonale
Seduto a un tavolo da poeta francese
Con la tua solita faccia aperta ai dubbi
E un po' di rosso routine dentro al bicchiere
Pensai di entrare per stare assieme a bere
E a chiacchierare di nubi
Ma lei arrivò affrettata danzando nella rosa
Di un abito di percalle che le fasciava i fianchi
E cominciò a parlare ed ordinò qualcosa
Mentre nel cielo rinnovato correvano le nubi a branchi
E le lacrime si aggiunsero al latte di quel tè
E le mani disegnavano sogni e certezze
Ma io sapevo come ti sentivi schiacciato
Fra lei e quell'altra che non sapevi lasciare
Tra i tuoi due figli e l'una e l'altra morale
Come sembravi inchiodato
Lei si alzò con un gesto finale
Poi andò via senza voltarsi indietro
Mentre quel vento la riempiva
Di ricordi impossibili
Di confusione e immagini
Lui restò come chi non sa proprio cosa fare
Cercando ancora chissà quale soluzione
Ma è meglio poi un giorno solo da ricordare
Che ricadere in una nuova realtà sempre identica
Ora non so davvero dove lei sia finita
Se ha partorito un figlio o come inventa le sere, lui
Abita da solo e divide la vita
Fra il lavoro, versi inutili e la routine d'un bicchiere
Soffiasse davvero quel vento di scirocco
E arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
Dietro alla faccia abusata delle cose
Nei labirinti oscuri della case
Dietro allo specchio segreto d'ogni viso
Dentro di noi

Il silenzio è luce - Alejandra Pizarnik

John Atkinson Grimshaw - Stapleton Park near Pontefract Sun, 1887, olio su tela 43.5 x 28 cm, collezione privata
Il silenzio è luce - Alejandra Pizarnik
 
Il silenzio è luce
il canto sapiente dell’infelicità
emana un tempo primitivo:
io cercavo la pietra e non il pane
un inno innocente e non le maledizioni,
la conoscenza dei miei nomi
per dimenticarli e dimenticarmi;
però quello che non cercai è l’esilio
e neppure mi raccontai bugie
non adorai il sole
ma non mi aspettavo questa luce nera
al filo del mezzogiorno
 
Trad. Alessandro Prusso

Maria Luisa Spaziani - Una rosa che sboccia

Emile Vernon - Elegant lady with a bouquet of roses, detail  
Maria Luisa Spaziani - Una rosa che sboccia
 
Ibernati, incoscienti, inesistenti,
proveniamo da infiniti deserti.
Fra poco altri infiniti ci apriranno
ali voraci per l'eternità.
Ma qui ora c'è l'oasi, catena
di delizie e tormenti. Le stagioni
colorate ci avvolgono, le mani
amate ci accarezzano.
Un punto infinitesimo nel vortice
che cieco ci avviluppa. C'è la musica
(altrove sconosciuta), c'è il miracolo
della rosa che sboccia, e c'è il mio cuore.

28 settembre 2020

L’eternità - Arthur Rimbaud

Caude Monet - L'onda,  1880, olio su tela 55,3 x 74, collezione privata
L’eternità - Arthur Rimbaud

È ritrovata!
Che? l’eternità.
È il mare che si fonde
Con il cielo.
 
Eterna anima mia
Mantieni il tuo voto
Malgrado la notte sola
Ed il giorno di fuoco.
 
Dunque ti disciogli
Dagli umani suffragi,
Dagli slanci comuni!
E libera voli… 
 
- Giammai la speranza,
Nessun orietur.
Scienza e pazienza,
Supplizio sicuro.
 
Non c’è più domani,
Tizzoni di raso,
E l’ardore vostro
È il nostro dovere.
 
È ritrovata! –
Che? l’eternità.
È il mare che si fonde
Con il cielo.
 
trad. Ivos Margoni
 
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testo originale
 
Elle est retrouvée.
Quoi ? – L’Eternité.
C’est la mer allée
Avec le soleil.
 
Ame sentinelle,
Murmurons l’aveu
De la nuit si nulle
Et du jour en feu.
 
Des humains suffrages,
Des communs élans
Là tu te dégages
Et voles selon.
 
Puisque de vous seules,
Braises de satin,
Le Devoir s’exhale
Sans qu’on dise : enfin.
 
Là pas d’espérance,
Nul orietur.
Science avec patience,
Le supplice est sûr.
 
Elle est retrouvée.
Quoi ? – L’Eternité.
C’est la mer allée
Avec le soleil.