Buster - Enzo Montano
Tristezza impolverata dal tempo,
immutabile viso comicità malinconica
profonda fino agli abissi invisibili
travolgente come onde incessanti dell'oceano.
Rivederti è ogni volta una gioia malferma
necessità indispensabile di ricordi sfumati,
assaporare acrobazie impensate
in equilibrio sul filo dell'allegria.
La tua casa il palco del mago Hudini
il legno della compagnia itinerante,
la paglietta impudente svettò
tra giganti chiamati Chaplin e Arbuckle.
Discreto tra i cassetti della memoria
come un album di francobolli staccati
da buste profumate di sogni
salate da lacrime di amori evaporati.
Hai mai riso Buster, maestro di immagini
mute eppure eloquenti come papaveri?
Ti sono arrivati i riflessi di luce
del bianco e nero più colorato del mondo?
Certo che si perché i sogni che hai fabbricato
nelle notti delle speranze d'America
sopravvivono alla dissolvenza del cinema muto
costellazioni brillanti tra Pegaso e Orione.
9 novembre 2014
8 novembre 2014
Sono la donna che si è svegliata - Meena Alexander
Foto di Bryan Adams
Sono la donna che si è svegliata - Meena Alexander
Sono la donna che si è svegliata
Mi sono alzata e sono diventata tempesta
fra le ceneri dei miei villaggi bruciati
I miei villaggi in rovina e in cenere
mi riempiono di rabbia contro il nemico
Oh compatriota, non mi guardare più debole e incapace,
La mia voce si mescola con migliaia di donne in piedi
Per rompere tutte insieme
queste sofferenze e queste catene
Sono la donna che si è svegliata
e che non tornerà mai indietro.
Sono la donna che si è svegliata
Mi sono alzata e sono diventata tempesta
fra le ceneri dei miei villaggi bruciati
I miei villaggi in rovina e in cenere
mi riempiono di rabbia contro il nemico
Oh compatriota, non mi guardare più debole e incapace,
La mia voce si mescola con migliaia di donne in piedi
Per rompere tutte insieme
queste sofferenze e queste catene
Sono la donna che si è svegliata
e che non tornerà mai indietro.
7 novembre 2014
Il risveglio - Marceline Desbordes - Valmore
Sandro Botticelli - La nascita di Venere, dettaglio.
Il risveglio - Marceline Desbordes - Valmore
Su questo letto di canne, come posso dormire ancora?
Sento l'aria profumata, scorrere intorno a te.
La tua bocca è un fiore dall’aroma che divora.
avvicinati, tesoro mio, e non ardere altri che me.
Sveglia, svegliati!
Ma questo alito d'amore, questo bacio che io desidero
ancora io non oso prendere dalle tue labbra;
concesso dal tuo cuore raddoppierà la mia vita.
Il tuo sonno si prolunga e tu mi fai morire.
Io non oso prenderlo.
Vieni! Sotto i banani noi troveremo l’ombra.
Gli uccelli canteranno vedendo il nostro amore.
Il sole geloso si nasconde dietro una nuvola.
e solo nei tuoi occhi che io cerco il giorno:
vieni, illumina l’amore.
No, no, tu non dormi più, condividi la mia passione
i tuoi baci sono il miele che ci dona i fiori.
Il tuo cuore ha sospirato, vieni a cercare la mia anima?
ella vaga sulla mia bocca e vuole asciugare le tue lacrime.
Nascondimi sotto i fiori
6 novembre 2014
11 Dicembre - Anne Sexton
La Dama con l'ermellino - Leonardo
da Vinci
11 Dicembre - Anne Sexton
Poi a letto penso a te,
la tua lingua meta’ oceano, meta’ cioccolata,
alle case dove entri con disinvoltura,
ai tuoi capelli di lana d’acciaio,
alle tue mani ostinate e
come rosicchiamo la barriera perché siamo due.
Come vieni e afferri la coppa di sangue,
mi ricompatti e bevi la mia acqua salata.
Siamo nudi. Ci siamo denudati fino all’osso
e insieme nuotando risaliamo
il fiume, l’identico fiume chiamato Possesso
e si profonda. Nessuno e’ solo.
Poi a letto penso a te,
la tua lingua meta’ oceano, meta’ cioccolata,
alle case dove entri con disinvoltura,
ai tuoi capelli di lana d’acciaio,
alle tue mani ostinate e
come rosicchiamo la barriera perché siamo due.
Come vieni e afferri la coppa di sangue,
mi ricompatti e bevi la mia acqua salata.
Siamo nudi. Ci siamo denudati fino all’osso
e insieme nuotando risaliamo
il fiume, l’identico fiume chiamato Possesso
e si profonda. Nessuno e’ solo.
3 novembre 2014
Sassi – Rudy De Cadaval
Foto di Domenico Notarangelo - Pier Paolo Pasolini ed Enrique Irazoqui affacciati sui Sassi di Matera durante una pausa sul set de Il Vangelo secondo Matteo.
Sassi – Rudy De Cadaval
Quanto della mia umana fatica
ha inteso il selciato delle strade,
lo esprimono i sassi
che si ascoltano logorati nel
silenzio.
Sassi grigi, affratellati
nella
schiavitù d’un disegno
rigoroso, assurdo, di un’ansia
soggiogata dal bitume;
se la pesante sferza delle ruote
d’un carro trascinato da buoi
vi prema, o sassi, il dolore
è su di voi, fermo implacabile sole.
Se a sera passi di bimbi
vi tentano e l’innocenza
dei loro gridi
avvertite, quasi inteneriti
mutate colore e morbidi vi fate
e per voi premio è una lacrima
sgorgata
da occhi cui è consueto il cielo.
Sassi che la mia ingorda fatica
misurate nell’infinita profondità
delle strade, sassi grigi, corrugati
volti perennemente afflitti,
sassi, al vostro muto invito,
a parole un cuore di granito.
2 novembre 2014
Il risveglio - Jorge Luis Borges
foto di National Geographic - Libia
Il risveglio - Jorge Luis BorgesEntra la luce e salgo goffamente
dai sogni fino al sogno condiviso
e le cose riprendono il dovuto
e atteso loro poso, e nel presente
converge soverchiante e vasto il vago
ieri: le secolari migrazioni
dell'uccello e dell'uomo, le legioni
che il ferro dilaniò, Roma e Cartagine.
Ritorna anche la quotidiana storia:
la mia angoscia, il mio viso, la mia sorte.
Ah se quell'altro risveglio, la morte,
mi riservasse un tempo senza memoria
del mio nome e di ciò che sono stato!
Se in quel mattino ci fosse anche oblio.
1 novembre 2014
Buongiorno - Enzo Montano
Buongiorno - Enzo Montano
Buongiorno giorno!
Giorno piovoso di novembre.
Mi sorprendi mentre strascichi le falde
della tua veste scura di freddo e pioggia,
sorridi e insieme piangi, rabbrividisci e canti.
Buongiorno novembre,
nelle tue silhouette di ombre e nei tuoi cipressi,
nella tua luce di rame e nella tua pigrizia,
nella tua nebbia e nelle tue onde,
vedono tenera ineluttabile tristezza?
A un tavolo stile caffè francese,
in un bar illuminato da neon riflessi e cristalli,
ricordo e osservo, tra i chiaroscuri delle nubi,
sogni desideri certezze e i dubbi sovrapposti
disegnati dalle mani di una Dea ora lontana.
Novembre meraviglioso!
la sola idea di quello stupendo fiore multicolore
rende la mia gratitudine, per te, sterminata.
Buongiorno mia regina di tanti giorni,
buongiorno meraviglioso sogno!
Vaghi nei labirinti delle abitudini
di un presente feroce dove non ci sono più.
Avverti il mio pensiero? Non importa!
Continuerò a custodire il tuo sorriso,
non permetterò che varchi l’uscio dell’oblio.
Cessato il chiarore della pallida luna
nelle lande sterminate dei ricordi
tra le leggi e gli anfratti dello spirito,
immensi mutevoli profondi misteriosi,
affonderò ancora i talloni nel ventre
del mio evanescente destriero
all’infinito vagherò solito cavaliere sgangherato
fino alla luce vitale di un tuo sguardo.
Grazie novembre!
Addio mio triste e meraviglioso petalo.
Buongiorno giorno!
Giorno piovoso di novembre.
Mi sorprendi mentre strascichi le falde
della tua veste scura di freddo e pioggia,
sorridi e insieme piangi, rabbrividisci e canti.
Buongiorno novembre,
nelle tue silhouette di ombre e nei tuoi cipressi,
nella tua luce di rame e nella tua pigrizia,
nella tua nebbia e nelle tue onde,
vedono tenera ineluttabile tristezza?
A un tavolo stile caffè francese,
in un bar illuminato da neon riflessi e cristalli,
ricordo e osservo, tra i chiaroscuri delle nubi,
sogni desideri certezze e i dubbi sovrapposti
disegnati dalle mani di una Dea ora lontana.
Novembre meraviglioso!
la sola idea di quello stupendo fiore multicolore
rende la mia gratitudine, per te, sterminata.
Buongiorno mia regina di tanti giorni,
buongiorno meraviglioso sogno!
Vaghi nei labirinti delle abitudini
di un presente feroce dove non ci sono più.
Avverti il mio pensiero? Non importa!
Continuerò a custodire il tuo sorriso,
non permetterò che varchi l’uscio dell’oblio.
Cessato il chiarore della pallida luna
nelle lande sterminate dei ricordi
tra le leggi e gli anfratti dello spirito,
immensi mutevoli profondi misteriosi,
affonderò ancora i talloni nel ventre
del mio evanescente destriero
all’infinito vagherò solito cavaliere sgangherato
fino alla luce vitale di un tuo sguardo.
Grazie novembre!
Addio mio triste e meraviglioso petalo.
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