Maurits Cornelis Escher - Metamorphosis II, 1940
Pietro - Maria do Rosario PedreiraRaccontano le sirene che nella tempesta dei suoi occhi
le barche si addormentavano frastornate, stanche di maree;
che i suoi baci sapevano di mare e che nella sua pelle screpolata
dal sole c’era lo scintillio delle onde a mezzogiorno;
che le sue spalle ricordavano promontori e che in esse
le donne vi lasciavano naufragare mani e lebbra;
che una notte aveva toccato la luna con le sue dita albero-maestro
e aveva udito una voce dentro di sé, venuta da molto lontano;
che era abile con le reti, come con le parole.
Qualcuno venne a chiedergli di abbandonare i pesci
per gli uomini. In cambio, avrebbe ricevuto
un tempio eterno, una chiave, il privilegio di decidere
tutti i luoghi della pioggia, un nome nuovo
per poter negare tutto ciò che aveva visto prima.
Traduzione di Mirella Abriati

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