18 ottobre 2018

da "Uomini senza donne" - Murakami Haruki

Tabby Cat - Rachel Stribbling
da "Uomini senza donne" - Murakami Haruki

Prima ancora degli esseri umani, a scoprire quanto si stava bene da «Kino» era stato un gatto randagio dal pelo grigio. Era un giovane maschio con una bella coda lunghissima. Sembrava che gli piacesse particolarmente uno scaffale incavato in un angolo del locale, perché si metteva sempre a dormire raggomitolato lì. Kino cercava di non occuparsene troppo. Probabilmente voleva solo essere lasciato in pace. Una volta al giorno gli dava da mangiare e gli cambiava l’acqua. Altre cose per lui non ne faceva. Gli aveva soltanto aperto una gattaiola in modo che potesse entrare e uscire liberamente. Ma il gatto, chissà perché, preferiva passare dalla porta come le persone. Poteva anche darsi che quel gatto avesse portato con sé un flusso positivo. Perché gli avventori, seppur gradualmente, cominciarono ad arrivare. Ad attirarli era l’atmosfera di quella villetta in fondo alla strada – l’insegna poco appariscente e il magnifico salice vecchio di anni, il giovane titolare taciturno… e gli lp che giravano sul piatto dello stereo, il menu che contava pochi piatti leggeri ma sempre diversi, il gatto grigio acciambellato in un angolo… Alcuni clienti venivano con regolarità e a volte portavano con sé altra gente. Kino era ancora lontano dal guadagnare bene, ma riusciva almeno a rientrare del costo dell’affitto. Per lui era più che sufficiente.

Traduzione di Antonietta Pastore. Einaudi Editore

Sonetto del vino - Jorge Luis Borges

Sonetto del vino - Jorge Luis Borges

In quale regno o secolo e sotto quale tacita
Congiunzione di astri, in che giorno segreto
Non segnato dal marmo, nacque la fortunata
E singolare idea di inventare l’allegria?

Con autunni dorati fu inventata. Ed il vino
Fluisce rosso lungo mille generazioni
Come il fiume del tempo e nell’arduo cammino
Ci fa dono di musica, di fuoco e di leoni.

Nella notte del giubilo e nell’infausto giorno
Esalta l’allegria o attenua la paura,
e questo ditirambo nuovo che oggi gli canto

lo intonarono un giorno l’arabo e il persiano.
Vino, insegnami come vedere la mia storia
Quasi fosse già fatta cenere di memoria.

Se io fossi un poeta - Antonio Machado

dipinto di Andrew Atroshenko
Se io fossi un poeta - Antonio Machado



Se io fossi un poeta
galante, canterei
agli occhi vostri un canto così puro
come sul marmo bianco l’acqua chiara.
E in una strofa d’acqua
tutto il canto direbbe:
“So già che non rispondono ai miei occhi,
che vedono e guardando nulla chiedono,
i vostri chiari; hanno i vostri occhi
la calma buona luce,
luce del mondo in fiore, che un mattino
ho visto dalle braccia di mia madre”.

traduzione di Oreste Macrì

Si yo fuera un poeta - Antonio Machado

Dipinto di Catherine Abel
Si yo fuera un poeta - Antonio Machado

Si yo fuera un poeta
galante, cantaría
a vuestros ojos un cantar tan puro
como en el mármol blanco el agua limpia.
Y en una estrofa de agua
todo el cantar sería:
“Ya sé que no responden a mis ojos,
que ven y no preguntan cuando miran,
los vuestros claros, vuestros ojos tienen
la buena luz tranquila,
la buena luz del mundo en flor, que he visto
desde los brazos de mi madre un día”.

Giardino - Antonio Machado

Wilhelm Menzler - Swans in the Park
Giardino - Antonio Machado

Lungi dal tuo giardino arde la sera
incensi d’oro in fiamme porporine,
dietro il bosco di cenere e di rame
Dalie del tuo giardino.
Malnato il tuo giardino!. Oggi mi sembra
l’opera d’un barbiere,
con quella miserina palma nana
e l’aiuola di mirti ritagliati…
e l’arancino nel barile… L’acqua
della fonte di pietra
non cessa il riso nella conca bianca.

traduzione di Oreste Macrì

Jardin - Antonio Machado

Robert Fowler - Dreaming
Jardin - Antonio Machado

Lejos de tu jardín quema la tarde
inciensos de oro en purpurinas llamas,
tras el bosque de cobre y de ceniza.
En tu jardín hay dalias.
¡Malhaya tu jardín!… Hoy me parece
la obra de un peluquero,
con esa pobre palmerilla enana,
y ese cuadro de mirtos recortados…
y el naranjito en su tonel… El agua
de la fuente de piedra
no cesa de reír sobre la concha blanca.

S’è addormentato il mio cuore - Antonio Machado

dipinto di Andrew Wyeth
S’è addormentato il mio cuore - Antonio Machado

S’è addormentato il mio cuore?
Alveari dei miei sogni,
non lavorate più? È secca
la giostra del mio mio pensiero,
sono vuoti i bigoncioli,
nel girare, d’ombra pieni?
No, che il mio cuore non dorme.
Il cuore è desto, è desto.
Né dorme nè sogna, guarda,
i limpidi occhi aperti,
segnali lontani e ascolta
in riva al grande silenzio.

Antonio Machado, Poesie Scelte, Arnoldo Mondadori Editore, 1987.
A cura di Oreste Macrí