14 dicembre 2017

Straniero – Luis Aguilera

Andrew Wyeth - James Loper

Straniero – Luis Aguilera

Oggi ho visto piangere un uomo
sopra un soldato morto: il suo compagno.
Lacrime e sangue sopra la neve.

Sopra chi devo piangere io
che non ho trovato la mia guerra
e chi sopra di me
se adesso o morto sono uno straniero?

Chi non ha niente e niente è
con quali parole piange
e da quali nostalgie fugge da un luogo senza nome?

traduzione di Emilio Coco
da “Poesia”  n. 311, Gennaio 2016. Crocetti Editore
 

Patria – Luis Aguilera

Andrew Wyeth - The Bachelor

Patria – Luis Aguilera

Alt! Alzerò le braccia.
Non è la mia prima resa
né sarà l’ultima.
Tutte le notti patteggio
un armistizio. Sotto
una bandiera bianca
vanno i miei sogni.
Perderò la mia patria e misveglio.

traduzione di Emilio Coco
da “Poesia”  n. 311, Gennaio 2016. Crocetti Editore
 

Scena – Luis Aguilera

opera di Andrew-Wyeth

Scena – Luis Aguilera

io non mi muovo
né la sabbia cambia.
La geografia dell’orrore
è immutabile. Abolito
l’annuncio di un altro inferno,
chi vorrà salire sulla scena
prenda un fucile e si difenda

traduzione di Emilio Coco
da “Poesia”  n. 311, Gennaio 2016. Crocetti Editore

Casa vuota – Luis Aguilera

opera di Andrew Wheyt

Casa vuota – Luis Aguilera

Nella casa che abito nessuno mi conosce.
Sulla terra del cortile pesa un albero
che tagliarono affinché non si udisse il vento
perché vento e albero insieme furono la mia infanzia.

Nella casa che abitò la realtà
è un incidente che poche volte succede
e porte e finestre cieche sono
e sorde quando chiamo
la parola che cerca il cuore per esprimersi.

E se chiedono di me non sono uscito.
Mi tiene ogni tristezza al posto suo un poco
e sentinella di me mi son perduto
dove l’oblio forma un crocevia
fugace e misterioso con il tempo.

Per ogni porta socchiudo
una finta uscita verso i sogni:
è sempre un estraneo a bussare
ed esco per aprire e incontro a me
come ospite di qui che non conosco,
in questa casa vuota dove muoio.

traduzione di Emilio Coco
da “Poesia”  n. 311, Gennaio 2016. Crocetti Editore

da Afrodita - Isabel Allende

Giacomo Ceruti - Ragazzo con cesto di pesci

da Afrodita - Isabel Allende

Non possiamo resistere agli uomini che sanno cucinare. Non mi riferisco a quei cialtroni acconciati con un berretto istrionico che si dichiarano esperti e con un gran gesticolare abbrustoliscono una salsiccia alla griglia, ma a quegli epicurei che scelgono amorosamente gli ingredienti più freschi e sensuali, li preparano con arte e li offrono come un regalo per i sensi e per l’anima; quegli uomini capaci di stappare con stile una bottiglia, annusare il vino e mescerlo prima nel nostro bicchiere per farcelo assaggiare e che al contempo descrivono la sugosità, il colore, la morbidezza, l’ aroma e la consistenza del filet mignon con il tono che, crediamo, più tardi utilizzeranno per riferirsi alle nostre bellezze. E’ inevitabile, pensiamo, che questi uomini abbiano tutti i sensi affinati, compreso quello dell’ umorismo. Chissà… magari sono persino capaci di ridere di se stessi! Mentre osserviamo come puliscono, condiscono e cucinano i gamberi, immaginiamo la stessa pazienza e la stessa abilità impiegate nel farci un massaggio erotico. Se assaggiano delicatamente un pezzettino di pesce per verificarne il punto di cottura, tremiamo pregustando quell’ esperto morso sul nostro collo. Se sono in grado di ricordare quanti minuti può resistere una rana in padella, sicuramente e a maggior ragione ricorderanno di quanto solletico ha bisogno il nostro punto G, anche se in realtà non è sempre così: nella vita reale in genere sono molto più interessati alle gambe di una rana che alle nostre.