13 novembre 2018

Le Rime, XV. Se Mercé fosse amica a’ miei disiri - Guido Cavalcanti

Jules Scalbert - Playmates
Le Rime, XV. Se Mercé fosse amica a’ miei disiri - Guido Cavalcanti

Se Mercé fosse amica a’ miei disiri,
e ’l movimento suo fosse dal core
di questa bella donna, [e] ’l su’ valore
mostrasse la vertute a’ mie’ martiri,

d’angosciosi dilett’ i miei sospiri,
che nascon della mente ov’è Amore
e vanno sol ragionando dolore
e non trovan persona che li miri,

giriano agli occhi con tanta vertute,
che ’l forte e ’l duro lagrimar che fanno
ritornerebbe in allegrezza e ’n gioia.

Ma sì è al cor dolente tanta noia
e all’anima trista è tanto danno,
che per disdegno uom non dà lor salute.

Ciao amore ciao - Luigi Tenco

dipinto di Joan Longas
Ciao amore ciao - Luigi Tenco

La solita strada, bianca come il sale
Il grano da crescere, I campi da arare
Guardare ogni giorno
Se piove o c'è il sole
Per saper se domani
Si vive o si muore
E un bel giorno dire basta e andare via
Ciao amore
Ciao amore, ciao amore ciao
Ciao amore
Ciao amore, ciao amore ciao
Andare via lontano
A cercare un altro mondo
Dire addio al cortile
Andarsene sognando
E poi mille strade grigie come il fumo
In un mondo di luci sentirsi nessuno
Saltare cent'anni in un giorno solo
Dai carri dei campi
Agli aerei nel cielo
E non…

Quella notte poi - Warsan Shire

                                                             dipinto di Sonia Alvarez
Quella notte poi - Warsan Shire

quella notte poi
appoggiai al mio ventre un grande atlante
con le dita corsi attraversando tutto il mondo
e chiesi sottovoce

dove ti fa male?
mi rispose
ovunque
ovunque
ovunque

traduzione Fernanda Ferraresso

Entro in questo amore come in una cattedrale - Maria Luisa Spaziani

dipinto di Vincent Giarrano
Entro in questo amore come in una cattedrale - Maria Luisa Spaziani

Entro in questo amore come in una cattedrale,
come in un ventre oscuro di balena.
Mi risucchia un'eco di mare, e dalle grandi volte
scende un corale antico che è fuso alla mia voce.

Tu, scelto a caso dalla sorte, ora sei l'unico,
il padre, il figlio, l'angelo e il demonio.
Mi immergo a fondo in te, il più essenziale abbraccio,
e le tue labbra restano evanescenti sogni.

Prima di entrare nella grande navata,
vivevo lieta, ero contenta di poco.
Ma il tuo fascio di luce, come un'immensa spada,
relega nel nulla tutto quanto non sei.

Dibattito – Zinaida Gippius

Vincent Van Gogh - Vase with Pink Roses
Dibattito – Zinaida Gippius

Silenzio. Ombra di mezzanotte.
Batton il cor e l’orologio qui accanto.
Com’è incomprensibilmente nera la notte!
Com’è greve il suo manto!

Ma io so che del cor impotente
è ancor più immota l’oscurità.
Ti prego, o Padre possente!
Dammi una voce o un segno di novità!

Di me stessa e della gente assai più
io amo l’anima mia
e del mio voler quaggiù
spezzerò l’anima in agonia.

E il silenzio s’è fatto vivo.
Esso, oscuro, una risposta porge:
duri pur la notte finch’io scrivo —
dalla tenebra la luce sorge!

(1900)

Trad. Linda Torresin

Un giorno dopo l'altro - Luigi Tenco

dipinto di Joan Longas
Un giorno dopo l'altro - Luigi Tenco

Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto è come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire è ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sar? un giorno uguale a ieri.
La nave ha gi? lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai è un'abitudine.

da “Gli amori difficili”. L'avventura di una moglie, (1958). Italo Calvino

dipinto di Vincent Giarrano
da “Gli amori difficili”. L'avventura di una moglie, (1958). Italo Calvino
(…)
Tutto lì. Alle sei lei credeva che aprissero, e alle sei s'era affrettata a tornare. Anche perché la donna di servizio che veniva in casa alle sette non s'accorgesse che lei aveva passato la notte fuori. Quel giorno, poi, sarebbe ritornato suo marito.
Ora aveva trovato chiuso il portone, era sola lì, per la via deserta, in quella luce del mattino presto, più trasparente d'ogni altra ora della giornata, per cui tutto pareva visto attraverso una lente. Provò una stretta di sgomento, e il desiderio d'essere nel suo letto addormentata da molte ore, nel sonno profondo di tutte le mattine, il desiderio della vicinanza del marito, anche, della sua protezione. Ma fu questione d'un attimo, forse nemmeno: forse s'era soltanto aspettata di provare quello sgomento e in realtà non l'aveva provato. Che la portinaia non avesse ancora aperto era una cosa seccante, molto seccante, ma c'era qualcosa in quell'aria della mattina presto, in quel trovarsi sola lì a quell'ora che le diede un rimescolio del sangue non sgradevole. Non provò nemmeno rimpianto d'aver mandato via Fornero: con lui sarebbe stata un po' nervosa; da sola, invece, si sentiva addosso una trepidazione diversa, un po’ come di quand'era ragazza, ma in tutt'un'altra maniera.
Doveva proprio dirlo: non provava nessun rimorso d'aver passato la notte fuori. Si sentiva la coscienza tranquilla. Ma era tranquilla proprio perché ormai aveva fatto il salto, perché aveva finalmente messo da parte i suoi doveri coniugali, oppure al contrario perché aveva resistito, perché s'era mantenuta, nonostante tutto, ancora fedele? Stefania se lo domandava ed era quest'incertezza, quest'insicurezza di come stessero veramente le cose, unita al fresco del mattino, a darle un leggero brivido. Insomma: doveva considerarsi ormai un'adultera o no? Fece qualche passo avanti e indietro, le mani infilate nelle maniche del lungo cappotto. Stefania R. era sposa da un paio d'anni, e non aveva mai pensato di tradire suo marito. Certo c'era in questa sua vita di moglie come un'attesa, la coscienza che mancasse ancora qualcosa. Era quasi una continuazione della sua attesa di ragazza, come se per lei ancora l'uscita completa dalla minorità non fosse avvenuta, anzi le toccasse ora d'uscire da una minorità nuova, la minorità di fronte al marito, ed essere finalmente pari, in faccia al mondo. Era l'adulterio, che aspettava? E l'adulterio, era Fornero?
(…)