28 aprile 2021

La carne quando è sola - Vera Lucia De Oliveira

Gian Lorenzo Bernini - La Verità svelata dal Tempo, 1646–52 , marmo, altezza 280 cm. Roma Museo borghese sala del gladiatore
La carne quando è sola - Vera Lucia De Oliveira

sai dire se anche di là c'è vita?
se anche di là bisogna nascere e morire
lottare per il pane faticare per l'amore
logorarsi per non perdersi? io qui
mi sono stancato se parto qualcuno
mi deve pur garantire che non
dovrò ricominciare daccapo
 

 

Sento i tuoi passi nella sala - Karin Boye

Giulio Romano - Marte insegue Adone dal padiglione di Venere, Palazzo Te, Mantova
 Sento i tuoi passi nella sala - Karin Boye

Sento i tuoi passi nella sala,
sento in ogni nervo i tuoi rapidi passi
che nessuno nota altrimenti.
Intorno a me soffia un vento di fuoco.
Sento i tuoi passi, i tuoi amati passi,
e l’anima fa male.
Cammini lontano nella sala,
ma l’aria ondeggia dei tuoi passi
e canta come canta il mare.
Ascolto, prigioniera dell’oppressione che consuma.
Nel ritmo del tuo ritmo, nel tempo del tuo tempo
batte il mio polso nella fame. 


 

Non ho smesso di pensarti - Charles Bukowski

 Berthe Morisot - Le miroir psyché, 1876, olio su tela 65,0 x 54,0 cm
Non ho smesso di pensarti - Charles Bukowski

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

24 aprile 2021

Il tuo cuore lo porto con me - Edward Estlin Cummings

 Berthe Morisot - giovane donna con Un paglia cappello, 1883, olio su tela, 50.2 x 60 cm, The Metropolitan Museum of Art
Il tuo cuore lo porto con me - Edward Estlin Cummings


Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

 

colei che aspetta insonne - Alejandra Pizarnik

dipinto di Annik Buouvattier
colei che aspetta insonne - Alejandra Pizarnik

colei che aspetta insonne
trema sulla pagina bianca
lancia sale agli occhi dell’assassino
ed è un mondo bianco e senza te

Trad. Alessandro Prusso
 

 

Da cuore a cuore - Akiko Yosano

                                                          dipinto di Annik Buouvattier
Da cuore a cuore - Akiko Yosano

Da cuore a cuore
pensieri diversi – eppure
la brezza dei pini
e la stessa che sfiora
le gote dell’amica e le mie.


La carne quando è sola - Vera Lucia De Oliveira

dipinto di Annik Buouvattier
La carne quando è sola - Vera Lucia De Oliveira

per telefono ha detto ora mi sposo
vado con lui per il mondo sono vecchia
ma posso amare ancora posso
ricevere il dono di un corpo se pensi
che per me non è più l'età dell'amore
perché Dio me lo avrà messo nel cuore?
 

 

Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo - Gaio Valerio Catullo

 dipinto di Annik Buouvattier
Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo - Gaio Valerio Catullo

Viviamo, o mia Lesbia, e amiamoci,
e le dicerie dei vecchi severi
consideriamole tutte di valore pari a un soldo.
I soli possono tramontare e risorgere;
noi, quando una buona volta finirà questa breve luce,
dobbiamo dormire un’unica notte eterna.
Dammi mille baci, poi cento,
poi ancora mille, poi di nuovo cento,
poi senza smettere altri mille, poi cento;
poi, quando ce ne saremo dati molte migliaia,
li mescoleremo, per non sapere (il loro numero)
e perché nessun malvagio ci possa guardare male,
sapendo che qui ci sono tanti baci. 


 

Come scarafaggi - Carl Sandburg

John Atkinson Grimshaw - Full Moon
Come scarafaggi - Carl Sandburg

Scintilla, luna d'estate.
Splendi sui fili d'erba, la catalpa, la quercia;
tutto s'inargenti sotto la tua pioggia, stanotte.
Un ragazzo italiano ti manda canzoni, stanotte,
dalla sua fisarmonica.
Un ragazzo polacco è fuori con la sua bella ragazza;
si sposeranno il mese prossimo;
un vecchio, dalla porta accanto, sta sognando
sul bagliore che illumina un ciliegio, nel cortile.
Gli orologi mi dicono che me ne devo andare,
ma anch'io qui, seduto sotto il portico, m'imbevo
dei bianchi pensieri che emani.
Scintilla, o luna;
ancora, ancora scuoti le tue monete d'argento.
 

 

da Luna di pomeriggio – Palomar (1983) - Italo Calvino

John Atkinson Grimshaw - The Trysting Tree, 1881, olio su tela, collezione privata
da Luna di pomeriggio – Palomar (1983) - Italo Calvino

così fragile e pallida e sottile; solo da una parte comincia ad acquistare un contorno netto come un arco di falce, e il resto è ancora imbevuto di celeste. È come un’ostia trasparente, o una pastiglia mezzo dissolta; solo che qui il cerchio bianco non si sta disfacendo ma condensando, aggregandosi a spese delle macchie e ombre grigiazzurre che non si capisce se appartengano alla geografia lunare o siano sbavature del cielo che ancora intridono il satellite poroso come una spugna. In questa fase il cielo è ancora qualcosa di molto compatto e concreto e non si può essere sicuri se è dalla sua superficie tesa e ininterrotta che si sta staccando quella forma rotonda e biancheggiante, d’una consistenza appena più solida delle nuvole, o se al contrario si tratta di una corrosione del tessuto di fondo, una smagliatura della cupola, una breccia che si apre sul nulla retrostante
 

 

Partenza - Philip Larkin

John Atkinson Grimshaw - In Peril, 1879 olio su tela 76.2 × 127 cm, Leeds Art Gallery
Partenza - Philip Larkin

C’è una sera che scende,
a nessun’altra uguale,
sui campi avanza, e lumi non accende.

Di seta sembra da lontano, pure
quando t’avvolge le ginocchia e il petto,
non è per confortare.

L’albeto che saldava terra e cielo
dov’è fuggito? Qui sotto le dita
cosa c’è, che non posso percepire?

Qual è il peso che grava le mie mani?
 
 

Cose brutte ma vere - Carl Sandburg

John Atkinson Grimshaw - Greenock, 1893. Oil on canvas, 30.5 x 45.5 cm. Private collection.
Cose brutte ma vere - Carl Sandburg

Di te, mia città, gli uomini diranno
cose brutte ma vere.
Diranno che ai bimbi hai tolto il sole,
la fresca rugiada,
la luce che scherzava sull'erba
sotto l'aperto cielo
e li hai chiusi tra fredde mura,
li hai costretti a inghiottire la polvere.
Cose brutte ma vere
diranno gli uomini di te
mia città.
 

 

Autunno - Carl Sandburg

John Atkinson Grimshaw - a moonlit lane, 1874 olio su tela
Autunno - Carl Sandburg

La nebbia arriva con zampine di gatto.
S'accuccia e guarda
la città e il porto...
e poi se ne va via.
 

 

Essi diranno - Carl Sandburg

 John Atkinson Grimshaw - After the Shower
Essi diranno - Carl Sandburg

Di te, mia città, il peggio che gli uomini diranno
è che i bimbi hai strappato al sole, alla fresca
rugiada, alla luce che scherzava sull'erba
sotto l'aperto cielo, alla pioggia monotona,
e li hai chiusi tra fredde mura, li hai costretti
al lavoro, snervati e stanchi, per un poco
di pane e di salario, a inghiottire la polvere
e a morire così, con il cuore sfibrato,
per una manciata di spiccioli, in poche notti di sabato.


 

Tutto l'Amore - Jorge Luis Borges

Sebastiano Ricci - Trionfo di Venere marino, 1713 circa, olio su tela 160 x 210.8 cm, The J. Paul Getty Museum, Los Angeles  
Tutto l'Amore - Jorge Luis Borges

Là fuori c’è un tramonto,
gemma oscura
incastonata nel tempo,
e una profonda città cieca
di uomini che non ti videro.
La sera tace o canta.
Qualcuno libera gli aneliti
crocifissi in un piano.
Sempre, la numerosa tua bellezza.
Anche quando non ami
la tua bellezza
prodiga il suo miracolo nel tempo.
Sta in te la gioia
come la primavera nella foglia tenera.
Io non sono più niente,
soltanto un desiderio
smarrito nella sera.
La delizia sta in te
come la crudeltà sta nelle spade.
La notte opprime l’inferriata.
Nell’austero salone
come ciechi si cercano le nostre solitudini.
Sopravvive glorioso all’imbrunire
il candore della tua pelle.
Nel nostro amore c’è una pena
che assomiglia all’anima.
Tu,
ieri soltanto tutta la bellezza
sei anche tutto l’amore, adesso.
 

 

Johann Wolfgang Goethe - Anno nuovo

 Bo Bartlett - The Art of Healing 2000 Oil on Linen 52 x 72
Johann Wolfgang Goethe - Anno nuovo

A noi che siamo
tra il vecchio e il nuovo,
la sorte dona
queste ore liete;
e il passato impone
d’aver fiducia
a guardare avanti
e a guardare indietro.


 

Antigone - Sofocle

opera di Juarez Machado
Antigone - Sofocle

La voglia di baciarti in qualsiasi situazione,
in qualsiasi posto,
in mezzo a qualsiasi folla,
a metà di qualsiasi discorso
davanti a qualsiasi persona,
a qualsiasi ora.
È estenuante. Sfiancante.
Mi divora.
Ti prego, fa che non mi passi mai.
 

 

4 aprile 2021

C’è chi - Wisława Szymborska

Edward Hopper - Office at Night
C’è chi - Wisława Szymborska

C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
E’ tutto in ordine dentro e attorno a lui.
Per ogni cosa ha metodi e risposte.

E’ lesto a indovinare il chi il come il dove
e a quale scopo.

Appone il timbro a verità assolute,
getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
e le persone ignote
dentro appositi schedari.

Pensa quel tanto che serve,
non un attimo in più,
perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio.

E quando è licenziato dalla vita,
lascia la postazione
dalla porta prescritta.

A volte un po’ lo invidio
-per fortuna mi passa.
 

La solitudine - Eugenio Montale

Edward Hopper - Rooms for Tourists, 1945, olio su tela cm 107 x 77
La solitudine - Eugenio Montale

Se mi allontano due giorni
i piccioni che beccano
sul davanzale
entrano in agitazione
secondo i loro obblighi corporativi.
Al mio ritorno l'ordine si rifà
con supplemento di briciole
e disappunto del merlo che fa la spola
tra il venerato dirimpettaio e me.
A COSI' POCO E' RIDOTTA LA MIA FAMIGLIA.
E c'è chi ne ha una o due, che spreco, ahimè!
 

Due amanti felici - Pablo Neruda

Edward Hopper - Sera a Cape Cod, 1939
Due amanti felici - Pablo Neruda

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.

Se tu mi dimentichi
"Voglio che sappia
una cosa.
Tu sai com' è questo:
se guardo la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco vicino al fuoco
l' impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te;
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m' attendono. Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti poco a poco.
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi
che già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell' ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare nuova terra.
Ma se ogni giorno, ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amore mio, ahi mia
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie."

Entra, e in breve parla - Jane Kenion

                                                                 Edward Hopper – Hotel Room
Entra, e in breve parla - Jane Kenion

Io sono il boccio pressato in un libro,
ritrovato dopo duecento anni...

Sono l’artefice, l’amante, il guardiano...

Quando la giovinetta affamata
siede alla tavola
siede proprio accanto a me...

Sono cibo nel piatto del prigioniero...

Sono acqua che scorre veloce alla sorgente,
e riempie la brocca fino a che trabocca...

Sono il paziente giardiniere
di un arso e trascurato giardino...

Sono il gradino di pietra,
il chiavistello, e il cardine efficiente...

Sono il cuore contratto dalla gioia...
i capelli più lunghi, bianchi
prima del riposo...

Sono là, nel cesto di frutta
offerto in dono alla vedova...

Sono la rosa muschiata che s’apre
inattesa, la felce sulla cima paludosa...

Sono colei il cui amore
ti sovrasta e già ti è accanto
proprio quando tu pensi di chiamarmi...

Rosie Roberts - Edgar Lee Masters

Edward Hopper - Sunlight in Cafeteria
 Rosie Roberts - Edgar Lee Masters

Ero nauseata, ma anche di più, ero furente
con la disonesta polizia, e il disonesto gioco della vita.
Così ho scritto al capo della polizia di Peoria:
“Sono qui nella mia casa di ragazza a Spoon River,
che deperisco poco a poco.
Ma venite a prendermi. Io ho ucciso il figlio
del principe dei mercanti, nella casa di Madame Lou,
e i giornali che hanno detto che lui si era suicidato
a casa sua mentre stava pulendo un fucile da caccia –
hanno mentito come il diavolo per soffocare lo scandalo,
perché furono corrotti con la pubblicità.
Io l’ho ucciso nella mia stanza, da Madame Lou,
perché mi buttò a terra con un pugno quando dissi
che a dispetto dei suoi soldi quella notte
io avrei visto il mio amante”

trad. Fernanda Pivano
Antologia di Spoon River, Giulio Einaudi S.p.A. Torino
Prima edizione "Universale Einaudi" 1943