25 luglio 2020

da “Un amore” – Dino Buzzati



dipinto di Viktor Sheleg
da “Un amore” – Dino Buzzati

Al riverbero dei lampioni rari e fiochi, avanza per una cinquantina di metri ma la casa gialla con la lampada all’ingresso non c’è, ora Antonio nota che dinanzi a un portone sta una prostituta in attesa che fuma, ha i capelli corvini a pallone, lo guarda con un dolciastro sorriso, allora Antonio le chiede:
«Mi scusi signorina lei mi sa dire per caso l’asilo Elena?»
Si schiudono le rosse labbra, un dente d’oro luccica.
«A me lo chiedi bel signore, a me?» e fa una fiammeggiante risata. «Ma là caro, dove c’è quella casa gialla.»
Fa segno, Antonio si volta perché la donna ha fatto segno alla strada da dove lui viene, adesso sì la vede poco più in là la casa gialla ha una piccola porta d’ingresso e proprio sopra un lanternino acceso di ferro battuto coi vetri rossi smerigliati, curioso c’era passato proprio davanti senza vederla, addirittura incomprensibile.
«Grazie» fa Antonio e si avvicina alla casa gialla. La porta è chiusa. Antonio guarda in su. È una casa a due piani, abbastanza in ordine, ma vecchia, le persiane sono tutte chiuse, ma da un paio filtra luce. Che strano ospizio, pensa, neanche una targa, poi si decide a suonare.

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