30 giugno 2019

Spinoza - Eeva Liisa Manner

opera di Luigi Veronesi
Spinoza - Eeva Liisa Manner

Costruii lenti affinché vedessero.
Molai la superficie l’intera notte,
e offrii a Dio
schegge della mia mente.
Silenzio. E vidi:
l’erroneo riflesso di tutte.

Son degno adesso
che porto dolore, solitudine,
senza
scritta ignoranza?

*
Le strade sono lunghe e bollenti.
il cielo candido. Le cornacchie volteggiano
e bestemmiano, un’arrochita, urlante nuvola.
Le finestre son occhi. La mia ombra un moncone.

Dove potrei andare? Il mio rifugio
è pieno di strane storie, frasi come trappole,
parole pesanti che bruciano come stagno
e profetizzano, gettano ombre sui muri.

Sono greve, dalla mia ferita cresce un albero
dalle foglie tarmate.
Attraverso le quali s’intravede un cielo al calor bianco,
la mia ragione non arriva fin lì.

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