6 settembre 2017

Alla sua perduta amante - Simon Armitage

opera di Steve Hanks
Alla sua perduta amante - Simon Armitage

ora che non sono più
una seccatura l’uno per l’altra

lui può ripensare alle cose, mettere mano a quella lista
di cose che mai accaddero, tutte le perdute

vicende e vane.
Per esempio… per esempio,

come mai aveva tagliato e conservato i capelli di lei, o spazzolato
quella sua pettinatura, e mai aveva saputo come non arrossire

quando qualcuno la nominava in pubblico.
Mai avevano dormito come le posate nel cassetto –

due cucchiai o forchette unite perfettamente,
mai tratto il miglior profitto dal cattivo tempo –

camminato nella pioggia scrosciante tra lampi in successione
o scalato di marcia mentre l’altro guidava.

Come lui mai aveva levato le punte delle dita
per fermare il tratteggio delle sue labbra

che stavano per dargli una notizia,
assaggiato il frutto,

o raccolto per sé la pera del suo cuore
o sollevato la sua mano si là dove il cuore

era un piccolo uccello nero spaventato
nella sua resa. Là dove doleva.

o detto la cosa giusta,
scritto la cosa giusta.

Come lui mai erta fuggito attraverso il nero miglio sino a casa
prima di mezzanotte, irretito un bottone ancora della sua camicetta

e poi un altro ancora,
o saputo il suo

colore preferito,
il suo gusto, il suo sapore,

mai le aveva preparato la vasca o allungato un asciugamano,
avvolta in una bolla di sapone, strofinato i suoi capelli

in un cono gelato o in un alveare
di schiuma, agito fuori luogo, sbagliato un comportamento

quando avrebbe potuto, o passato un pettine
là dove mai pettine era passato, o ritornato a casa a piedi

attraverso un miglio oscuro cullando un cuore trafitto,
là dove doleva, là dove doleva, o condotto la sua mano

verso il suo cuore farfalla
nelle sue due tristi e azzurre metà.

E mai era stato sul punto di piangere
mai una volta aveva descritto

un colpo al cuore
o da sotto una camicia di seta

accudito un seno nella sua mano,
quello di sinistra, come una goccia di carne

pianta dal cuore,
là dove duole,

o strofinato con il pollice la nocciola del suo capezzolo,
o bevuto liquori inebrianti dal suo ombelico.

O dato il suo nome in battesimo alla Stella Polare,
fatto scudo alla maschera del suo volto simile a una fiamma,

una luce pilota,
o si era fermato la notte,

o l’aveva convinta a ritornare alla sua casa
o detto “Non chiedermi il motivo

per cui mi piaci.
E’ così  e basata”.

Come mai aveva escogitato un piano infallibile,
o disteso la sua mano, come se la sua mano

fosse una palla solida
di fogli di alluminio

per scoprirvi la linea della vita che la percorreva
e misurare la propria accanto a quella.

Al contrario, aveva detto cose che non intendeva
dolci nulla che chiunque avrebbe potuto nominare

e lasciato non dette cose che avrebbe dovuto dire
sul cuore, su dove doleva esattamente, e quanto spesso.

Traduzione di Luca Guerneri. Da Simon Armitage, Poesie, Mondadori, Milano 2001
 

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