27 febbraio 2019

La meccanica – Paolo Volponi

Mario Sironi, Il camion, 1920
La meccanica – Paolo Volponi

Non si possono più intra-
prendere viaggi, né sono pra-
ticabili percorsi di conoscenza;
non ci sono più luoghi di contra-
sti e di formazione, non la veemenza
dei maestri: la lingua stessa è tra-
mandata così come la scienza
è fi nita con una fi
ssione, tra-
dita la rivoluzione, l’esperienza
proibita, l’identità fi
ltra-
ta tra le norme e l’assenza
dei personaggi; ma non mai tra-
scorse infanzia e adolescenza
e solo concesso tra-
passo la stretta deferenza
alla ripetizione, tra-
gico il passato, dubbia la presenza
proprio perché costante si tra-
duce in dovere, in obbedienza;
eppure
muto il mondo tra-
nsita bruciando, e senza
luce ed il suo polo attra-
cca sulla morbida desinenza
dell’ansia, cupida e distra-
tta, inevitabile essenza,
dello spirito civile astra-
tta cecità, disparità, clemenza
messa a recitare tra-
gedie borghesi, l’apparenza
dei ruoli, la carriera e la tra-
ma come conoscenza
del vero, norma, società: tra¬
smessa con l’unica frequenza
ammessa: nucleo, entra¬-
ta, tempo, ora, coerenza
con il nuovo, immobile tra
il passato remoto e l’immanenza
operativa; autorevole, stra¬-
potente spinta e intelligenza
aziendale,
tecnica e stra¬-
tegica, tattica preveggenza
dei valori, mezzi, stra-
ordinaria impresa, urgenza
di materiali, capi d’incontra¬
stata fede e competenza,
capaci di comandare a oltra-
nza pur nella dura vertenza
politica, sociale e amministra-
tiva nonché nell’emergenza
sindacale
e interna, intra-
strutturale e comune; o sola demenza
individuale, rivolta, tra-
sgressione, totale impazienza
quasi animale, ossessa, tra¬-
scendente il luogo, peso, sofferenza
indennizzata, descritta, contra¬-
ttata con apposita norma e sequenza
tra male, cottimo e stra-
ordinari con salariale incidenza
prevista,
pur con scaltra
formula, e dentro la convenienza
voluta, l’una e l’altra
ambigue, incerte, non di quiescenza
inderogabile, continua, tetra
concessione, comoda indulgenza
per chi lavora: esce entra
dai fumi, getti, effervescenza
venefi ca di acidi, astra-
le temperatura, aspra coincidenza
di tagli e bagni, vasche, tra¬-
vi mobili e fi ssa rapida pendenza
dei supporti, scura, tra-
ballante base dell’intermittenza
tranciante, pressa, tornio tra¬-
pano automatici, sfridi e sporgenza
di lama, punte, pietra;
letale sorte per l’eccedenza
di minerali, oli, intra-
sportabile polvere e per la resistenza
tecnica del giunto di tra¬-
smissione - e lì non c’è prescienza,
mestiere, voglia, extra-
categoria, dalla contingenza
distinta, anziana, intra-
ppolata da anni di schede e dipendenza,
posti, controlli, tra¬-
sparenza politica e aderenza
al sistema e non intra¬-
ttabile ostilità e cupa insofferenza
della legge, vita, quartieri, tra¬-
sporti pendolari, detta coesistenza
civile...
eppure talvolta accade che tra
questi muti volti dell’obbedienza capiti uno che insorga e stra-
volga ogni senso della sua stessa esistenza
e di quella generale, civile, che tra-
passa ogni singola coscienza.

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