13 agosto 2018

Ritorno dalla Grecia – Costantino Kavafis

Ritorno dalla Grecia – Costantino Kavafis

Dunque, stiamo per arrivare, Ermippo.
Doman l’altro, credo; l’ha detto il comandante.
Almeno solchiamo il nostro mare:
acque di Cipro, d’Egitto, della Siria,
acque che amiamo, dei paesi nostri.
Perché sei taciturno? Interroga il tuo cuore:
più ci allontanavamo dalla Grecia
più gioivi anche tu. A che vale ingannarci?
non sarebbe degno di Greci, questo.
 Ammettiamo la verità una buona volta:
siamo greci anche noi – cos’altro siamo? –
ma con amori ed emozioni d’Asia,
ma con amori ed emozioni
che lascian di stucco l’ellenismo, a volte.
Non è da noi filosofi, Ermippo, 
rassomigliare a certi nostri sovranucci
(ricordi le risate quando quelli
venivano a visitare i nostri studi)
sotto il cui aspetto ostentatamente
grecizzato e (pensa un po’!) macedone
spunta ogni tanto qualche Arabia
o qualche Media mal dissimulata
e con che comici espedienti, poveretti,
s’ingegnano di non darlo a vedere

Ah no, queste non son cose da noi.
A Greci come noi tali meschinerie non vanno.
Non proviamo vergogna, noi, del sangue
siriano o egiziano nelle nostre vene:
noi l’onoriamo e  ne meniamo vanto.
 
Traduzione di Nicola Crocetti

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