25 maggio 2017

Messi di Alessandria – Costantino Kavafis

Ricostruzione del Serapeo, Alessandria d'Egitto
Messi di Alessandria – Costantino Kavafis

Non videro a Delfi, per secoli, regali così belli
come quelli ch’hanno inviato i due fratelli
rivali, i due sovrani Tolemei. Ma i preti
pensano a come formulare l’oracolo, inquieti.
A chi dei due, dei due possenti re, dovrà dispiacere?
Ci vorrà la sagacia del più scaltro mestiere.
Nella notte, il sinedrio a gran consiglio va:
si vagliano dei Làgidi riposte intimità.
Ma, ecco, ricompaiono i messi. Si congedano.
Tornano ad Alessandria. Pare che più non chiedano
oracoli. Che gran felicità
per i preti! (I regali li tengono, si sa).
Eppure il loro cuore è a disagio, turbato:
di quella repentina incuria qual è il significato?
Ignorano che i messi hanno udito pesanti novità:
l’oracolo l’ha dato Roma. La spartizione è stata fatta là.

Trad. Filippo Maria Pontani

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