13 agosto 2018

da “Nel giardino del diavolo” - Stewart Lee Allen

dipinto di Janet Paden
da “Nel giardino del diavolo” - Stewart Lee Allen
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Secondo le streghe, la mandragora cresceva meglio sotto gli alberi dove venivano impiccati i criminali condannati a morte, poiché il liquido che gocciolava dai loro corpi dopo l’esecuzione costituiva un fertilizzante naturale, ideale per la pianta; quando se ne tagliavano i rami o le radici, la pianta emetteva terribili lamenti che raggelavano il sangue e rendevano folli chi li ascoltava. L’unico modo sicuro per coglierne un esemplare, dopo essersi prudentemente tappati le orecchie con della cera, era fissare una corda al tronco e farla tirare da un cane nero, allettandolo con della carne fresca di asino, finché la pianta
non veniva completamente sradicata. Il cane, naturalmente, moriva tra atroci sofferenze.
Sia il pomodoro sia la mandragora appartengono alla famiglia delle Solanacee. Il frutto di entrambe va dal rosso vivo al giallo.
Ma sebbene siano stati fatti vari tentativi di incroci per produrre pomodori narcotici, le due piante differiscono in maniera sostanziale. Nella considerazione popolare, comunque, esse sono state sempre accomunate e chiamate per secoli con lo stesso nome, pomo dell’amore. Questa confusione era avvalorata da una serie di storie che sembravano collegare in qualche modo le due piante al Paradiso terrestre. Gli scrittori medievali, per esempio, ritenevano che la mandragora fosse il primo tentativo divino di creare l’uomo (ecco spiegate quelle strane radici). Ciò sottintendeva che essa fosse originaria dell’Eden, che nel frattempo (siamo nel XVII secolo) l’immaginario popolare aveva definitivamente collocato in America Latina, luogo d’origine del pomodoro. Ciò concorda perfettamente con la teoria secondo la quale il termine italiano pomodoro (letteralmente mela d’oro) si riferiva alle mele d’oro che crescevano nel Giardino delle Esperidi dell’antica mitologia greca. Sembra che i chierici cristiani concordassero nel ritenere che il Giardino delle Esperidi, un luogo circondato da mura e protetto dagli spiriti, fosse proprio l’Eden, e che il
magico frutto che in esso si trovava fosse proprio il famoso bocconcino consumato da Eva. In un racconto popolare si narrava persino di due elefanti, che rappresentavano Adamo ed Eva, scacciati dal Paradiso per aver mangiato delle mandragore. Alcuni giunsero ad affermare che il pomodoro era in effetti l’altro frutto proibito dell’Eden. Quando, agli inizi del Settecento, il dottor Siccaary, un oscuro immigrante ebreoportoghese, portò i pomodori nel Nordamerica, sparse la voce che essi provenivano dall’albero della vita eterna che si trovava in Paradiso, affermando che “chi mangiava queste mele in quantità sufficiente non sarebbe mai morto”.
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