30 marzo 2020

Rubens il partigiano e altri racconti – Enzo Montano

dipinto di Susan Ruiter
Rubens il partigiano e altri racconti – Enzo Montano
da “La biancheria”

[…]
La trentaduenne Immacolata Assunta e il marito che di qualche anno la sopravanzava, come ho avuto modo di sottolineare, appartenevano a famiglie dalle nobilissime origini. Avevano, per di più, grandi disponibilità economiche accumulatesi nei secoli e che continuavano a produrre instancabilmente altre ricchezze più che considerevoli, costituite da capacissime capienze degli svariati conti bancari, depositi fruttiferi, titoli di varia natura, azioni delle maggiori aziende italiane e straniere, immobili sparpagliati nell’intero territorio nazionale comprendenti un gran numero di tenute agricole ognuna di considerevole entità per estensione e produttività. Insomma, nessuno poteva dire che non se la passassero bene.
Immacolata Assunta aveva, come si è potuto desumere, un portamento fiero tale da esaltare le sue forme statuarie ben distribuite dall’inarrivabile sapienza della natura che, com’e noto, quando ci si mette e capace di realizzare la bellezza nella sua massima rappresentazione o anche, allorquando e in vena di dispetti, di concretizzare forme estetiche e caratteriali di rara bruttezza. Nel caso di Immacolata era stata prodiga oltre ogni immaginazione. Figura slanciata, capelli riccioluti nerissimi come il carbone, occhi come due perle preziosissime e nere col dono della profondità dell’oceano. Sopra a ognuno di essi poi la natura aveva posto delle ciglia lunghissime che quando si rialzavano gli occhi baluginavano, anche quando il sole era celato da molteplici strati di pesanti nuvole grigie, di una luce tagliente come la più affilata lama di spada giapponese, capace di infilarsi nel corpo nel cervello e nel cuore di colui a cui lo sguardo era indirizzato. Il collo levigato sottile e bianco d’avorio poggiava su spalle dritte ben proporzionate e flessuose come di una pantera. Il seno, monumento mirabile alla prosperità, si presentava sodo come i fianchi notevoli esaltati dalla vita sottile, le gambe lunghe potevano paragonarsi all’opera di Antonio Canova o di Gian Lorenzo Bernini e porsi, se possibile, a un livello estetico ancora più elevato. La pelle, bianca nei mesi invernali, assumeva un colore dorato come quello del miele appena il sole stazionava stabilmente nel cielo e Immacolata Assunta le si off riva con voluttà; baciata dai caldi raggi costituiva un inarrivabile esempio di quel tipo di bellezza denominata ‘mediterranea’ ma che poteva benissimo rappresentare
quella nordica, americana, dell’Est o dell’Ovest o di qualsiasi remoto angolo della Terra, del sistema solare e di tutti gli altri sistemi planetari conosciuti e non conosciuti
che concorrono a formare l’universo infinito.
[…]
Proprietà letteraria riservata
c 2019 Edigrafema – Soc. coop. editoriale
Sede legale via F. Fellini snc – 75025 Policoro (Mt)
Sede operativa Via Gen. Lazazzera, 24/bis – 75100 Matera
www.edigrafema.it
 

Nessun commento:

Posta un commento