26 aprile 2018

da Il talento del cuoco – Martin Suter

Dipinto di Aldo Balding
da Il talento del cuoco – Martin Suter

(…)
Su un piatto riposavano i mezzi mango e le barchette di ananas. Aveva diviso i primi tagliando vicino al nocciolo, poi aveva inciso una specie di griglia nella polpa giallo scuro e spinto l’interno verso l’esterno. Ora la polpa ricordava una corazza di cubi dagli angoli netti.
Le barchette di ananas avevano ancora il loro rigido ciuffo di foglie. Con un coltello affilato
aveva separato la parte dolce e tenera dalla buccia spessa e dal cuore legnoso per poi praticare delle incisioni orizzontali. Aveva così ottenuto delle sottili fette di ananas che aveva fatto scivolare di lato, una a destra e una a sinistra, una a destra e una a sinistra, in
modo che spuntassero dai bordi della barchetta. Due preparazioni poco originali ma carine che consentivano di mangiare con una mano.
Maravan era nella propria cucina. Era ancora presto, fuori minacciava di piovere. Una giornata grigia e fresca.
Il camion della nettezza urbana aveva vuotato i cassonetti con un gran rumore, ma nel frattempo sul condominio di Theodorstrasse era sceso di nuovo lo strano silenzio che regnava dal giorno in cui il governo dello Sri Lanka aveva annunciato la sconfitta dell’LTTE. A giornalisti, osservatori indipendenti e organizzazioni umanitarie era stato impedito l’accesso alle zone di guerra. Mancavano notizie attendibili, c’erano solo voci. Voci terribili che parlavano di decine di migliaia di civili uccisi, affamati e debilitati dalle malattie e di crimini di guerra commessi da entrambe le parti. Molti attendevano con ansia che i parenti rimasti in quelle zone si facessero vivi. Chi riceveva buone notizie evitava però di festeggiare, per rispetto di chi riceveva brutte notizie. A dominare su tutto era comunque l’incertezza del futuro, non solo per chi stava là.
Ancora una volta gli eventi avevano fatto sì che il dramma dello Sri Lanka non finisse in prima pagina. I titoloni erano riservati a un’altra notizia che interessava tutti: lo scoppio dell’influenza suina in Messico. Il mondo temeva una pandemia come quella che aveva seguito la prima guerra mondiale, con milioni di vittime.
La sera precedente Maravan aveva mescolato farina di riso, latte di cocco, zucchero e un po’ di lievito fino a ottenere un composto semiliquido che aveva lasciato fermentare tutta la notte. Da mezz’ora aveva aggiunto sale e un pizzico di lievito in polvere. La piccola padella di ferro semicircolare era bollente e pronta per essere unta con olio di cocco. Versò due cucchiai del composto che aveva preparato, tolse la padella dal fuoco e tenendola per il manico fece ruotare il contenuto in modo che arrivasse fino ai bordi. Ruppe un uovo e lo posò al centro, rimise la padella sulla fiamma bassa e la coprì. Dopo tre minuti i margini erano bruniti e croccanti, l’uovo cotto al punto giusto. Spostò l’egg hopper in forno perché non si raffreddasse e ne preparò un altro.
Era ancora buio quando entrò in camera stringendo il vassoio con gli egg hoppers profumati, il chutney di cocco, il tè e la frutta.
La voce di Sandana era chiara, per niente assonnata.
“Allora, quando mi preparerai un Love Menu?”.
“Mai “.

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