13 luglio 2017

da "Cent’anni di solitudine" – Gabriel Garcìa Màrquez

opera di Fernando Botero
da "Cent’anni di solitudine– Gabriel Garcìa Màrquez
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Nessuno si accorse di lui a tavola finché non si mangiò il primo casco di banane. Aureliano Secondo lo aveva incontrato per caso, mentre protestava in uno stentato spagnolo perché non c'era nemmeno una stanza libera nell'Hotel di Jacob, e come usava fare frequentemente con molti forestieri, se l'era portato a casa. Lavorava in palloni frenati, che aveva portato per mezzo mondo facendo eccellenti affari, ma non era riuscito a innalzarne nessuno a Macondo perché tutti consideravano quell'invenzione come un regresso, dopo aver visto e provato le stuoie volanti degli zingari. E così aveva intenzione di andarsene col prossimo treno. Quando portarono in tavola il casco di banane tigrate che usavano appendere nella sala da pranzo durante il pasto, staccò il primo frutto senza molto entusiasmo. Ma continuò a mangiare mentre parlava, assaporando, masticando più con introversione di savio che con godimento di buongustaio, e quando finì il primo casco pregò che gliene portassero un altro. Allora tolse dalla cassetta di utensili che portava sempre con sé un piccolo astuccio di strumenti ottici. Con l'incredula oculatezza di un compratore di diamanti esaminò meticolosamente una banana, sezionando le sue parti con uno stiletto
speciale, pesandole in un bilancino da farmacista e calcolandone il diametro con un calibro da armaiolo. Poi tolse dalla cassetta una serie di strumenti coi quali misurò la temperatura, il grado di umidità dell'atmosfera e l'intensità della luce. Fu una cerimonia così ingombrante che nessuno riuscì a mangiare tranquillamente, nell'attesa che Mr. Herbert emettesse finalmente un giudizio rivelatore, ma lui non disse nulla che permettesse di prevedere le sue intenzioni.
Nei giorni seguenti lo si vide con un retino e un panierino occupato a cacciare farfalle nei dintorni del villaggio. II mercoledì arrivò un gruppo di ingegneri, agronomi, idrologi, topografi e agrimensori che per parecchie settimane esplorarono gli stessi luoghi dove Mr. Herbert cacciava farfalle. Più tardi arrivò il signor Jack Brown in un vagone supplementare che agganciarono in coda al treno giallo, e che era tutto laminato d'argento, con poltrone di velluto episcopale e tetto di vetro azzurrato. Nel vagone speciale arrivarono anche, roteanti intorno al signor Brown, i solenni avvocati vestiti di nero che in altri tempi avevano seguito dovunque il colonnello Aureliano Buendìa, e ciò fece pensare alla gente che gli agronomi, gli idrologi, i topografi e gli agrimensori, così come Mr. Herbert coi suoi palloni frenati e le sue farfalle colorate, e il signor Brown col suo mausoleo viaggiante e i suoi feroci cani tedeschi, avessero qualcosa a che vedere con la guerra.
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