11 luglio 2017

da Elena – Ghiannis Ritsos

foto da flickr
da Elena – Ghiannis Ritsos

(…)
Di notte sento le ancelle trasportare i miei grandi mobili;
li portano giù per la scala – uno specchio, portato come una barella,
riflette gli stucchi corrosi del soffitto; un vetro
urta le inferriate – non si è rotto; il vecchio cappotto sull’attaccapanni
solleva un attimo le mani vuote, le infila di nuovo nelle tasche;
le ruote del divano strisciano per terra. Avverto
sul gomito la scalfittura provocata sul muro dall’angolo dell’armadio
o dall’angolo del grande tavolo intagliato. Che cosa ne faranno? “Addio”, dico
quasi meccanicamente, come se salutassi un visitatore, straniero sempre. Soltanto
quel rombo indistinto che indugia nel corridoio come il suono di un corno da caccia
di nobili decaduti, nel dopopioggia, in un bosco bruciato.

Davvero, quante cose inutili, ammassate con tanta avidità; –
occupavano tutto lo spazio – ci impedivano di muoverci; i nostri ginocchi
urtavano in ginocchi di legno, di pietra, di metallo. Oh, certo, dovremo
invecchiare molto, molto, prima di diventare giusti, di giungere
a quella serena imparzialità, a quel dolce distacco nei paragoni e nei giudizi,
quando non abbiamo altro da spartire all’infuori di questo silenzio.

Ah, sì, quante battaglie, eroismi, ambizioni, superbie senza senso,
sacrifici e sconfitte e sconfitte, e altre battaglie, per cose che ormai
erano state decise da altri in nostra assenza. E gli uomini, innocenti,
a infilarsi le forcine negli occhi, a sbattere la testa
contro il muro altissimo, ben sapendo che il muro non cede
né men si fende, per consentirgli di vedere almeno da una fessura
un po’ di azzurro non offuscato dalla loro ombra e dal tempo. Eppure – chissà –
là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia
la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo
tra ferri arrugginiti e ossi di tori e di cavalli,
tra antichissimi tripodi su cui arde ancora un po’ d’alloro
e il fumo sale nel tramonto sfilacciandosi come un vello d’oro.
(…)

da Elena - Traduzione di Nicola Crocetti - Quarta dimensione

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